Follia


di Gianfranco Paupini

Incomprensibile. Quello che siamo stati costretti a vedere ieri sera al City of Manchester è veramente assurdo. La stessa squadra che il 22 febbraio scorso ha preso a pallonate il Porto vincitore della scorsa edizione dell'Europa League è riuscita nell'impresa di fare presenza senza giocare per 60 minuti.

La stessa squadra che ha regalato un'ora agli avversarsi senza riuscire nemmeno a chiudere un triangolo segna 3 gol in 20 minuti e rischia di far segnare il 4° addirittura al proprio portiere. Se Hart avesse insaccato al 95°, il match di ieri sera avrebbe potuto competere con la clamorosa rimonta del Liverpool contro il Milan nella finale di Champions del 2005.

Ma non ha insaccato. Rui Patricio mi ha evitato un infarto sicuro deviando con la punta delle dita la palla oltre il palo. Non tollero espressioni tipo "risultato giusto" o "non meritavano" perchè sono convinto che nel calcio abbia ragione e meriti di vincere chi la mette dentro, sia umiliando gli avversari e regalando spettacolo come il Barcellona, sia facendo catenaccio e buttando la palla in tribuna. Il calcio alla fine è un gioco con un obiettivo preciso, non uno spettacolo circense. Però ieri ho davvero fatto fatica a guardare la partita: è difficile da spiegare, ma tutto sembravano meno che una squadra che deve recuparare un risultato sfavorevole. L'aspetto più evidente è stata la completa mancanza di idee: non c'era fantasia, nessun tentativo di inventare qualcosa.

Di sicuro dopo la prestazione di ieri possiamo escludere problemi di natura fisica. Dai 3 chilometri orari di media della prima ora di gioco siamo passati ad un assedio senza sosta negli ultimi 25 minuti di partita. Da una squadra stanca forse mi aspetterei il contrario.

Fondamentalmente penso che i due problemi grandi siano due: il primo è che soffriamo terribilmente le squadre di livello inferiore. Le squadre che non costruiscono a si difendono. In altre parole facciamo fatica a fare gioco, nonostante un possesso palla spesso prolungato e dei giocatori in teoria in grado di inventare la giocata in ogni momento.

Il secondo problema secondo me è la testa: la pressione si è fatta sentire, il fatto di aver avuto lo United addosso ci ha destabilizzato. I cugini di campagna ci hanno rincorso senza tregua e quando sono arrivati a tiro noi siamo inciampati contro lo Swansea. Manca l'esperienza necessaria per far fronte a questa tensione, per ritrovare le motivazioni, per tenere sempre viva quella scintilla che ieri sembrava irrimediabilmente spenta e che ha invece improvvisamente ripreso vita dopo il primo gol di Aguero.

Improvvisamente al 60° siamo diventati una macchina schiacciasassi ma alzi la mano chi non ha avuto la tentazione anche solo 3 minuti prima di spegnere e andare a dormire.

Ora iniziano le rese dei conti, i vari "l'avevo detto" e ovviamente lo sport preferito dai giornalisti e dagli "esperti": il tiro a segno sull'allenatore. Ripeto quello che ho scritto altre volte su queste stesse pagine in proposito. Non sono stato contento quando il mancio è stato assunto ma mi sono dovuto ricredere. Ha dato una fisonomia precisa ad un squadra piena di gente nuova e continuamente sotto i riflettori. Ha riportato in casa un trofeo importante, ha giocato un campionato su livelli altissimi.

Ma soprattutto è sempre stato dannatamente fortunato. Partendo dai tempi di Cecchi Gori che pur di avere un titolo sui giornali lo volle alla Fiorentina anche a costo di riscirivere i regolamenti della lega calcio e passando dall'Inter del dopo calciopoli, con Juve in B e Milan penalizzato, la sorte gli è sempre stata benevola. Anche questa volta non fa eccezione: la soluzione per l'allenatore sotto accusa potrebbe essere un "giovane" di belle speranze (anche se non di bell'aspetto), un po' indisciplinato ma dal grande carisma e dalla grinta che trascina. Non lo vediamo da un po', è vero, non sappiamo in che condizione sia, ma le ultime partitelle con le riserve promettono bene. 

Del resto il mister la sa lunga: "in campo contro il Chelsea? Forse."


UEL quarti di finale City 3-2 Sporting


City: Joe Hart,Kolo Touré,Aleksandar Kolarov,Micah Richards,Stefan Savic,Yaya Touré,David Pizarro (Edin Dzeko, 55),David Silva (Samir Nasri, 66),Adam Johnson (Nigel de Jong, 45),Sergio Agüero,Mario Balotelli
Sporting: Rui Patricio, Anderson Polga, Daniel  Carriço, Xandão, Emiliano Insúa, Stijn Schaars, Marat Izmailov, Matías Fernández (Renato Neto, 64), Bruno Pereirinha, Diego Capel (Jeffrén, 64), Ricky van Wolfswinkel (André Carrillo, 68)
Reti: Fernández 33, van Wolfswinkel 40, Agüero 60, Balotelli (pen) 75, Agüero 82
Arbitro:  Tom Hagen
Stadio: Etihad Stadium

Siamo fuori! Ci sentiamo per il commento.




Sporting preview


di Gianfranco Paupini

"Dobbiamo reagire subito e andare avanti. Purtroppo capita nel calcio di perdere partite che non meriteresti. Siamo stati un po' sfortunati contro lo Soprting e lo Swansea, ma non è tempo di piangere perchè abbiamo ancora il destino nelle nostre mani".
Così Mancini nella conferenza stampa della vigilia ha cercato di incitare il gruppo a reagire dopo i due ko consecutivi tra Europa e Premier League.

Effettivamente, almeno nella partita di domani, dipende tutto da noi: basterebbe ripetere la prestazione dei sedicesimi contro il Porto e il discorso sarebbe chiuso alla svelta. Il City nelle ultime 16 partite europee  in casa ha collezionato la bellezza di 13 vittorie e 3 pareggi, mentre lo Sporting ha vinto solo 1 delle ultime 8 gare in trasferta, con 3 pareggi e 4 sconfitte. 

E' vero, a loro basta un pareggio, ogni partita è una storia a sè, noi ultimamente abbiamo fornito prestazioni altalenanti, ma voglio crederci. Mi aspetto una reazione di orgoglio, una grinta inusuale, un controllo della gara e un possesso palla senza discussioni, e un risultato rotondo che metta in chiaro ancora una volta che, per questa edizione dell'Europa League, ci siamo anche noi.

Faremo ancora a meno di Zabaleta e Kompany, Lescott è stato convocato ma dovrebbe partire dalla panchina. Mancio potrebbe nuovamente rischiare Savic al centro della difesa a fianco di Kolo Tourè. Personalmente non credo che il giovanotto sia un bidone, credo gli manchi un po' di tranquillità. Sono convinto che, come è successo a molti prima di lui, renda meglio sulla fascia, dove la sbavatura e l'eventuale imprecisione non viene punita immediatamente con un gol subito, ed un errore in copertura è più tollerabile rispetto al centro. Probabilmente è una questione di personalità, forse di fisico, ma vedrei bene un suo impiego come esterno destro, come giocava, di tanto in tanto, lo scorso anno.

Del resto Richards al centro non mi lascia tranquillo, un po' troppo esuberante. Preferirei un arretramento di Yaya in stile Mascherano.

Queste, comunque, le probabili formazioni secondo Goal.com:

  MANCHESTER CITY

Hart
  Richards, Kolo Toure, Savic, Clichy Nasri, De Jong, Milner
Johnson, Balotelli, Silva
 SPORTING CP

PatricioPereira, Polga, Xandao, Insua
Fernandez, Carrico, Izmailov, Suarez
Capel
Van Wolfswinkel


Appuntamento per domani sera ore 21.05, forze ragazzi!


Lisbon Story


 di Gianfranco Paupini

Diciamoci la verità: dopo aver strapazzato il Porto solamente un paio di settimane fa abbiamo pensato che con lo Sporting sarebbe stato ancora più facile. E, cosa ben peggiore, devono averlo pensato anche i ragazzi di Mancini, perchè sono entrati in campo molli, lenti e senza idee. Il Mancio schiera Kolo Tourè come centrale difensivo a fianco di capitan Kompany, con Clichy e Kolarov esterni. A centrocampo Barry e De Jong fanno legna mentre Silva, Aguero e Milner inventano per Dzeko, o almeno dovrebbero farlo.

Al 12° minuto Kolo Tourè incorna alla grande ma il portiere avversario respinge d'istinto con i piedi: la cronaca delle occasioni del City nel primo tempo termina qui. Aguero impalpabile, Dzeko irritante tra aperture sbagliate e fuorigioco continui, Silva elegante e presente nel vivo dell'azione ma decisamente meno ispirato del solito, la manovra dei nostri è involuta, lenta, senza sbocchi. Lo Sporting in compenso, pur non avendo creato molte occasioni, si difende con ordine, spezza le trame di gioco soporifere degli avversari e prova anche, di tanto in tanto, a ripartire in contropiede.

Nella ripresa i lusitani rientrano evidentemente confortati dall'andamento della partita e riescono dopo pochi minuti a  concretizzare: tiro insidioso su calcio di punizione, Hart respinge corto e Xandao ribatte in rete di tacco dopo aver fallito il primo tentativo. Il City accenna ad una reazione ma è ben poca cosa, la verità è che Rui Patricio non compie nemmeno un intervento.

Al 70° Mancini butta dentro Balotelli al posto di Dzeko (altra partita giocata dalla controfigura) e supermario riesce a portare qualche apprensione alla difesa dello Sporting, la più clamorosa una traversa su colpo di testa da calcio d'angolo. Ma nulla di fatto. Da segnalare anche una tendenza dell'arbitro a lasciar correre sugli interventi dei nostri ma rigidissimo su quelli dei portoghesi: il secondo tempo è un fioccare di cartellini gialli tra gli uomini di Sa Pinto mentre viene graziato, ad esempio, De Jong su un fallo che avrebbe meritato decisamente il secondo giallo.

E' chiaro che a Manchester ci aspettiamo un'altra storia, se giochiamo in questo modo non andiamo molto lontano. Speriamo di avere a breve notizie di Kompany, uscito dopo 12 minuti per un infortunio muscolare al polpaccio.

 

UEL ottavi Sporting Lisbona 1-0 City


Sporting: Rui Patricio, Daniel Carriço, Anderson Polga, Xandão, Emiliano Insúa, João Pereira, Diego Capel (André Carrillo, 76), Stijn Schaars, Matías Fernández (Renato Neto, 69), Marat Izmailov (Bruno Pereirinha, 60), Ricky van Wolfswinkel
City: Joe Hart, Kolo Touré, Gaël Clichy, Aleksandar Kolarov, Vincent Kompany (Joleon Lescott, 12), David Silva, James Milner, Gareth Barry (Samir Nasri, 59), Nigel de Jong, Sergio Agüero, Edin Dzeko (Mario Balotelli, 71)
Reti: Xandão 51
Arbitro: Carlos Velasco Carballo
Stadio: Jose Alvalade

Brutta sconfitta! Nulla però è perduto. A presto per il commento.

Sporting Lisbona preview



Nuova trasferta in terra lusitana per i ragazzi di Mancini. Stasera allo stadio Josè Alvalade affrontiamo lo Sporting Lisbona. Nessun precedente nelle coppe europee per le due squadre ma nell'unica edizione in cui il City ha affrontato una squadra portoghese (Coppa delle coppe 1969-70, Academica de Coimbra nei quarti di finale) abbiamo alzato il trofeo!

Con Zabaleta out per due settimane e Tevez a giocare ancora con le riserve, queste le probabili secondo Goal.com:


SPORTING LISBON

Patricio
Arias, Polga, Xandao, Insua 
Carrico, Schaars, Fernandez
Izmailov, Ribas, Capel
MANCHESTER CITY

HartKolo Toure, Kompany, Lescott, Clichy
Milner, De Jong, Barry
Silva, Dzeko, Aguero

Appuntamento per stasera, ore 19.00.

Re per una notte


di Cioccio 

29/2/2012 UPDATE: chiedo scusa a tutti. Come detto da ro_ve nel commento al post, pare che Stuart Pearce abbia affidato la fascia di capitano a Scott Parker. Ieri l'ANSA, il Corriere della Sera, RaiSport, CalcioNews24.com e TuttomercatoWeb.com davano Hart come capitano. Ho fatto l'errore di non controllare sulla stampa britannica. Ringrazio ro_ve per la tempestiva correzione. Se qualcuno di voi mi sa spiegare cosa sia successo mi fa un favore, perché non ho tempo di indagare stasera.

Stuart Pearce, CT per una notte,  ha scelto: Joe Hart sarà capitano della nazionale inglese nella sfida contro l’Olanda di domani a Wembley. Il portiere del City succede a John Terry. Il nuovo selezionatore dell’Inghilterra ha preso temporaneamente il posto di Fabio Capello, dimessosi proprio per la questione del capitano. Il tecnico friulano non aveva infatti accettato che la federazione inglese avesse deciso, senza interpellarlo, di togliere la fascia dal braccio di John Terry, accusato, ma non ancora condannato, di avere proferito frasi ingiuriose a sfondo razziale contro Anton Ferdinand durante la sfida contro il QPR.

Hart è un pupillo di Pearce, che lo ingaggiò nel 2006 al City. Queste le prime parole del nostro beniamino alla sua diciottesima presenza con la maglia dei Tre Leoni “Credo di poter parlare a nome di tutti gli inglesi, quando dico che essere capitano della propria nazionale è qualcosa di incredibile, oltre che un onore. Non mi aspettavo che sarebbe toccato a me: tra i convocati ci sono tanti grandi giocatori e alcuni di loro sono molto esperti, con tante presenze in nazionale. Spero di diventare come Iker Casillas, un grande portiere e capitano della Spagna. Sarei stato felice anche se la fascia fosse andata ad uno dei miei compagni di club: Milner, Barry o Micah Richards”

Notti magiche


di Gianfranco Paupini

A giudicare dal risultato si potrebbe pensare ad una grande partita dei nostri attaccanti. Si potrebbe pensare ad un City arrembante che costringe il porto nella propria metà campo facendo valere l'effetto stadio. Ebbene, risultato bugiardo e ingannevole. E' vero che il fenomeno che vedete nella foto in alto esce dal campo con un gol, un assist e una traversa all'attivo, ma stasera è stata la partita di una grande difesa, di un collettivo capace di soffrire e resistere per poi colpire dopo aver fatto stancare l'avversario.

Il Porto parte malissimo, c'è da riconoscerlo. Dopo appena 19 secondi (gol più veloce di questa edizione dell'Europa league) Otamendi sbaglia un rinvio e consegna a Tourè un pallone che l'ivoriano trasforma in assist per il Kun. Primo pallone toccato, diagonale nell'angolino e gol che mette subito il match sui binari della tranquillità. Ma se il primo tempo è abbastanza equilibrato con occasioni (poche) da entrambe le parti, è la ripresa che riserva le emozioni maggiori.

I lusitani ci credono, sanno che un gol subito significherebbe riaprire la partita e rientrano in campo più che mai determinati: la prima mezzora del secondo tempo si gioca ad una porta sola. Il Porto attacca in forze, il City copre tutti gli spazi, cercando di ripartire senza riuscirci. Addirittura al 57° lo stadio è gelato dal gol di James Rodriguez che però viene annullato per fuorigioco netto. Al 76° la svolta: praticamente la prima volta che passiamo il centrocampo Aguero con una splendida azione di contropiede imbecca Dzeko entrato da poco in campo. 2 a 0 e titoli di coda sulla sfida.

Gli ultimi 15 minuti consentono a Mancini di far entrare anche il neo acquisto Pizarro, autore di un assit per Silva e del gol del definitivo 4 a 0. Che dire: immagino che qualcuno ora inizierà a dire che facciamo catenaccio, che alla fine risolve la giocata del fenomeno di turno. Beh, devo ribadire quanto detto la scorsa settimana: abbiamo giocato 180 minuti di altissimo livello. La difesa ha dimostrato grande compattezza, l'attacco ha trasformato in oro praticamente ogni pallone giocato, ma in generale tutta la squadra ha saputo soffrire, ripartire, aspettare e colpire come deve fare una grande squadra, con cinismo e determinazione.

Parliamoci chiaro: abbiamo giocato 2 partite contro i campioni in carica e non c'è stata storia. Punto. Anche nella prima parte della partita di andata la sensazione era che il City fosse in grado di far male agli avversari ad ogni azione offensiva, come poi in effetti è stato. Avanti ora con Sporting Lisbona o Legia Varsavia, con i polacchi che hanno pareggiato la sfida di andata in casa per 2 a 2. Che ci aspetti un altro viaggio in Portogallo?

UEL Sedicesimi City 4-0 Porto


City: Joe Hart, Joleon Lescott, Micah Richards, Vincent Kompany, Gaël Clichy, David Silva, Gareth Barry (James Milner, 58), Nigel de Jong, Yaya Touré, Samir Nasri (Edin Dzeko, 69), Sergio Agüero (David Pizarro, 80)
Porto: Helton, Rolando, Nicolás Otamendi (Cristian Sapunaru, 63), Maicon, Alex Sandro, James Rodríguez (Steven Defour, 80), Lucho González, Fernando, João Moutinho, Hulk, Silvestre Varela (Cristian Rodríguez, 63)
Reti: Agüero 1, Dzeko 76, Silva 84, Pizarro 86
Arbitro: Wolfgang Stark
Stadio: Etihad Stadium

Grande vittoria! A tra poco per il commento.




Porto preview


di Gianfranco Paupini

C'è grande fermento in casa City per il ritorno di Europa League con il Porto. La squadra sembra pronta e concentrata, la Premier questo week-end era ferma, per cui gli uomini di Mancini hanno potuto recuperare in vista di una sfida che, nonostante il risultato dell'andata, promette di essere tutt'altro che una passeggiata.  

Lucho Gonzalez, “El Comandante”, prova a suonare la carica per i suoi: "Ovviamente non è positivo perdere in casa la prima partita, ma abbiamo le carte giuste per vincere a Manchester. Tutti i giocatori del City hanno grandi qualità, quindi dobbiamo rimanere concentrati per tutta la partita e giocare come nel primo tempo dell'andata. È l'unico modo per passare il turno".

Mancini, cercando di tenere alta la tensione, in sala stampa ha dichiarato:”E' chiaro che aver vinto per 2-1 fuori casa ci fa partire avvantaggiati domani, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che il Porto è una squadra di grande valore. Per questo motivo ho chiesto ai ragazzi di dimenticare nei 90 minuti quale sia stato il risultato della gara di andata".

Il Manchester City parte favorito e il mister teme evidentemente che questo possa comportare dei pericolosi rilassamenti nei suoi giocatori. Qualcuno potrebbe pensare che la qualificazione è stata decisa ad Oporto. Attenzione perché i lusitani non sono squadra da non provare a giocarsela comunque. La loro arma più pericolosa è proprio il fatto partire così svantaggiati: non hanno niente da perdere.

Anche Joe Hart, in vista della sfida, ha voluto dire la sua in proposito: “Il Porto è una squadra molto forte, ma noi siamo riusciti a strappare una vittoria in casa loro e ne siamo contenti. Dobbiamo giocare senza pensare di aver conseguito questo risultato all’andata, dobbiamo pensare di essere tornato dal Portogallo con uno 0-0. Se giocheremo come sappiamo, non avremo problemi a passare il turno.”

Nel Porto mancheranno Alvaro Pereira e quasi sicuramente Danilo, infortunato. Mancini sembra intenzionato a confermare lo schieramento vincente dell’andata. Queste le probabili formazioni che riporta il Guardian:

Manchester City (4-2-3-1) Hart; Richards, Kompany, Lescott, Clichy; De Jong, Barry; Nasri, Y Touré, Silva; Balotelli.
Porto (4-3-3) Helton; Sapunaru, Otamendi, Rolando, A Sandro; Fernando, Moutinho, Lucho; J Rodríguez, Hulk, Varela.

Breaking News: Sul suo sito ufficiale si legge che la UEFA ha avviato un procedimento disciplinare contro l’FC Porto per la condotta impropria dei tifosi durante la gara d’andata. Si parla dei cori razzisti contro Tourè e Balotelli. La commissione disciplinare e di controllo UEFA si pronuncierà sulla questione il 29 Marzo prossimo. Evidentemente la denuncia del Manchester City ha trovato dei riscontri. Certo c’è da chiedersi che senso abbia un intervento disciplinare dopo 1 mese e mezzo, ma questo è quanto, non ci rimane che aspettare.

La volpe e il drago


di Gianfranco Paupini

La partita di cartello (non ce ne vogliano i cuginastri) dell'andata dei sedicesimi di Europa League termina con un risultato prezioso e di ottimo auspicio per il Manchester City. La squadra torna a casa con una vittoria importante e preziosa sia perchè ci consente di affrontare il ritorno (22 Febbraio, ore 17.00) con una certa fiducia, sia perchè è arrivata grazie ad una prova non esaltante ma matura. Senza fronzoli ma con tenacia e costanza abbiamo limitato i danni dell'attacco lusitano, abbiamo ripreso in mano le redini del gioco dopo lo svantaggio iniziale e dopo aver pareggiato (con un pizzico di furbizia) siamo riusciti a ribaltare il risultato nei minuti finali.

Il Mancio deve aver dato un'occhiata ai numeri del Porto nelle partite in casa, perchè oltre a cambiare entrambi gli esterni bassi rispetto alla partita di Birmingham, riporta anche Tourè nel ruolo di "trequartista" dietro a Balotelli, con Nasri e Silva sulle ali e Barry e De Jong a proteggere la difesa. Chiaro l'intento di coprire maggiormente il centrocampo con l'ivoriano che in fase di non possesso rientra a dare una mano ai compagni di reparto.

L'approccio prudente si rivela azzeccato, perchè la partita non si era messa benissimo. L'atmosfera nello stadio strapieno è caldissima, i tifosi portoghesi ci accolgono con una coreografia da pelle d'oca, e la partita inizia nella maniera che immaginavamo. Non credo di esagerare se dico che nel primo quarto d'ora non abbiamo praticamente passato il centrocampo. La difesa sembra reggere bene, non ci sono grandi occasioni per i padroni di casa, ma proprio quando iniziavamo a mettere il naso fuori dalla nostra area passano in vantaggio. Hulk recupera una palla a centrocampo, mette il turbo e ad una velocità mostruosa mette in area una palla rasoterra che Varela deve solo toccare in rete.

Nessuno sbandamento: il city riprende palla, si riordina in campo e riprende a macinare gioco come sa fare. Riusciamo perfino a sfiorare il pareggio già prima dell'intervallo, con una tiro di Balotelli da posizione favorevolissima. Parata di Helton ma inglesi che non sono venuti fino a Oporto a farsi prendere a pallonate.

Nella ripresa i ragazzi entrano con una grinta ancora maggiore: Mancini, a dimostrazione che la formazione funziona, non fa nessun cambio. Ci vuole pazienza, ma il Porto ha speso molto e si vede: al 55° minuto su un cross in mezzo dalla trequarti Pereira, nel tentativo di contrastare Balotelli, colpisce di spalla e insacca alle spalle del proprio portiere. Forse non ha sentito Hilton chiamare il pallone, forse Supermario gli ha rifilato una spallatina decisiva. Risultato: 1 a 1.
Il Porto abbozza una reazione che ci costa 3 cartellini gialli in 2 minuti (per fortuna nessuno dei blues era diffidato a parte Balotelli), ma che non sortisce alcun effetto sul risultato. Quando la reazione dei padroni di casa si affievolisce ci pensa il Kun, entrato da pochi minuti, a siglare il gol vittoria e a condannare Moutinho e compagni alla prima sconfitta stagionale in casa!

Degna di nota secondo me la prestazione di un Lescott in decisa crescita: preciso e autorevole, insieme a capitan Kompany ha sostanzialmente annullato l'attacco lusitano, eccezion fatta per il gol di Varela. Grande rientro di Tourè, ma non avevamo dubbi. Solita prestazione "monstre" per Micah Richards, muscoli, cuore e polmoni per una progressione a tratti devastante. E grande Mancio, mi sento di dire: il City poteva essere un'accozzaglia di campioni miliardari senza gioco e in attesa della giocata di un singolo per risolvere le partite. Grazie al nostro allenatore è invece un gruppo che ha uno stile di gioco ben preciso, una grinta e una determinazione che permettono di ribaltare partite come questa, una pazienza e un cinismo da grande squadra esperta e smaliziata.

Avevamo pronosticato un test difficile per la nostra difesa ed è stato così. Avevamo chiesto una svolta nelle prestazione della squadra in Europa, ed è arrivata.

Mentre scrivo apprendo che l'UEFA, su reclamo ufficiale del Manchester City, ha aperto un'inchiesta sui cori ingiuriosi e razzisti che sarebbero stati rivolti durante il match a Balotelli e Tourè. Se l'accusa dovesse essere confermata la commissione UEFA potrebbe invalidare il risultato della partita e infliggere il 3 a 0 a tavolino ai portoghesi. Vi terremo aggiornati.

UEL Sedicesimi Porto 1-2 City

 
Porto: Helton, Maicon, Danilo (Eliaquim Mangala, 22), Álvaro Pereira, Rolando, João Moutinho, Fernando, James Rodríguez, Lucho González, Silvestre Varela (Kléber, 77), Hulk
City: Joe Hart, Micah Richards, Vincent Kompany, Joleon Lescott, Gaël Clichy, Gareth Barry, Nigel de Jong, Yaya Touré, Samir Nasri (Pablo Zabaleta, 88), David Silva (Aleksandar Kolarov, 82), Mario Balotelli (Sergio Agüero, 78)
Reti: Varela 27, Pereira (autorete), 55 Agüero 84
Arbitro: Cüneyt Çakir
Stadio: Estadio do Dragao

Grande vittoria!!! A presto per il commento.



Porto preview


di Gianfranco Paupini

Aria d'Europa. Domani sera, ore 21.05, siamo di scena all'Estadio do Dragao di Oporto per la partita di andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Mancio ha già definito lo scontro con i lusitani la partita più difficile, ed in effetti c'è da dire che dopo il girone di ferro in Champions League e gli scontri in FA Cup, l'urna non ci riserva mai trattamenti molto clementi. Fortunatamente il mister potrà di nuovo contare sulla rosa al completo, dopo il rientro dei fratelli Tourè dalla sfortunata finale di Coppa D'Africa. Unico indisponibile rimane Carlitos Tevez, escluso a Gennaio dalla lista UEFA.

Dopo la sconfitta fuori casa contro il Gil Vicente di due settimane fa i nostri avversari si sono prontamente riscattati tra le mura domestiche rifilando domenica scorsa un rotondo 4 a 0 al Leira, penultimo in classifica. Stando alle ultime news anche Vitor Pereira, allenatore dei campioni di Portogallo, non dovrebbe avere problemi di formazione, attenzione quindi ai vari Hulk, Moutinho, Fernando e Rolando, ma occhio in particolar modo al giovane James Rodriguez, ala sinistra di 20 anni già in forza alla nazionale colombiana e protagonista di una prima parte di stagione sorprendente, con 9 reti e 6 assist in 14 partite di campionato disputate finora!

Il Porto adotta un 4-3-3 molto offensivo, che in campionato ha portati risultati come 30 gol segnati in 10 partite casalinghe: 3 reti tonde tonde ogni 90 minuti di gioco. Sarà un bel test per la nostra difesa. E non illudiamoci che tanta prolificità in attacco significhi grosse debolezze difensive: i gol incassati fra le mura amiche in campionato sono solo 6.
Per fortuna in Europa hanno preso gol in due dei tre incontri casalinghi del girone, con Shaktar Donetsk e APOEL Nicosia. Segno che la squadra è equilibrata ma non impermeabile.

Inutile dire che ci sarà da soffrire. Ho visto un City in netta ripresa domenica contro l'Aston Villa. L'attacco non è ancora quello esplosivo di inizio stagione, ma il dominio in campo è stato assoluto, con una sola occasione nel finale per loro e diverse palle gol per noi. I nostri avversari di domani sono ben altra cosa, e il Manchester City visto finora in Europa è stato ben diverso da quello di Premier.

Speriamo in un cambio di rotta deciso anche nelle partite oltremanica, a cominciare da quella più difficile.

Viaggio in Portogallo


di Gianfranco Paupini

Finalmente ci siamo! Tra poco più di una settimana riprenderemo a calcare i palcoscenici d'Europa. L'Europa minore, d'accordo, ma pur sempre Europa. Del resto il sorteggio dello scorso 16 Dicembre non ci ha risparmiato impegno ed emozioni: giocheremo infatti contro gli attuali detentori della coppa minore, nonchè campioni di Portogallo e detentori di Coppa e Supercoppa di Portogallo. Una squadretta, insomma. E dire che c'erano compagni ben più abbordabili, in lista. Purtroppo il regolamento non ci consentiva di essere pescati contro, ad esempio, il Manchester United.

Quest'anno i nostri futuri avversari stanno faticando a tenere il passo del Benfica nella Liga Portoghese e hanno anche subito, la settimana scorsa, la prima sconfitta in campionato ad opera del modesto Gil Vicente. In Champions poi hanno decisamente deluso finendo terzi nel girone dopo APOEL Nicosia e Zenit San Pietroburgo e sopra lo Shakhtar Donetsk.

Non mi aspetto vita facile, però: nel modernissimo Estadio do Dragao hanno sempre fatto valere il fattore campo, con 8 vittorie ed 1 pareggio in campionato quest'anno, e possono schierare giocatori che nella scorsa stagione di mercato hanno suscitato l'interesse di diversi club europei. Oltre ai vari Rolando, Hulk e Moutinho, per citarne qualcuno, è appena tornato alla base, dopo una trionfale stagione al Marsiglia dove ha vinto il campionato, Lucho Gonzalez, "El Comandante", protagonista, dal 2005 al 2010, di quattro stagioni formidabili al Porto che riesce a vincere, in quel periodo, quattro titoli nazionali consecutivi.

Insieme a lui, per rafforzare la squadra, la società portoghese ha acquistato Mark Janko, ventottenne attaccante ex Twente autore di 24 reti in 45 partite nel suo vecchio club.

Appuntamento per il 16 di febbraio quindi a Oporto per "misurare" la profondità di una crisi che sembra aver creato non poche difficoltà agli uomini di Mancini. Il momento è critico, lo stadio è quello delle grandi occasioni. Il salotto non è quello "buono", ma almeno quest'anno siamo in buona compagnia.

Sorteggio Europa League


di Gianfranco Paupini 

Il City pesca il Porto nel sorteggio di Europa League tenutosi ieri a Nyon. Dando un'occhiata al tabellone i nomi delle squadre non sembrano proprio da competizione "minore", per cui c'era da aspettarsi di dover affrontare compagini all'altezza. Però poteva andare meglio.
Andata 16 e ritorno 23 febbraio 2012, ma calendario ancora da confermare da parte della Uefa.

UEL OF - MCFC 1-0 DINAMO KYIV

LA PRESTAZIONE


E' finita. La nostra avventura in Europa League si conclude agli ottavi di finale contro la Dinamo Kiev. Mario Balotelli firma la richiesta ufficiale di cessione facendosi espellere al minuto 36 del primo tempo per un'entrata assassina. Squadra in 10, umore a terra, rabbia e frustrazione nei confronti di un ragazzino milionario che fa il bello e il cattivo tempo fregandosene dell'allenatore, dei compagni, dei tifosi e dei propri datori di lavoro. Davvero una prova vergognosa e imbarazzante che fa il paio con la prestazione irritante dell'andata. Non rimane molto da dire, se non che siamo entrati in campo molli e senza convinzione, secondo me, e non abbiamo creato grandi pericoli al portiere avversario, a parte la clamorosa occasione davanti alla porta capitata purtroppo sui piedi di Balotelli al 5° minuto, tiro sopra la traversa da 2 metri. Al 39°, 3 minuti dopo l’espulsione, arriva il gol dubbio e fortunoso di Kolarov che sembra dare un minimo di sveglia alla squadra, ma di azioni manovrate e costruite non v'è traccia.
La Dinamo ha il grande merito di non chiudersi completamente ma di provare a giocarsela, nel secondo tempo Mancini aspetta il 76° per far entrare Dzeko ma il risultato non cambia.
Salutiamo quello che secondo me rappresentava l'obiettivo più prestigioso rimasto in questa stagione, speriamo nell'FA Cup e confidiamo che Balotelli finisca in tribuna il resto della sua avventura a Manchester.

I COMMENTI

Così il Mancio: «Era difficile ma non impossibile ribaltare il 2 a 0 dell’andata e se abbiamo giocato come abbiamo giocato in dieci contro undici, figuriamoci se avessimo giocato in parità numerica: avremmo fatto altri 2 o 3 gol. Quindi eliminazione firmata da Balotelli? Non ho visto bene il fallo dalla panchina, ma se è effettivamente da espulsione non ha fatto una buona cosa per la squadra. Se lo avessi saputo prima non lo avrei schierato, non c’era motivo di farsi espellere e comunque ripeto che non posso giudicare perché non ho visto bene, gli altri dieci hanno fatto benissimo. Peccato perché abbiamo dato tantissimo e tra due giorni c’è il Chelsea: spero di fare bene come oggi e di avere un pizzico di fortuna in più».
Nigel De Jong è convinto che il City abbia gettato al vento la qualificazione nella gara di andata. "E' così. Non abbiamo giocato poi così male nella prima partita, ma la Dinamo è stata decisamente più efficace - ha spiegato il centrocampista -. Questa sera è successo lo stesso, siamo rimasti in dieci molto presto e a quel punto trovare il secondo gol è diventato molto più difficile".
David Silva riassume così la prestazione dei Citizens: "Abbiamo avuto le nostre occasioni e non le abbiamo sfruttate. Siamo molto dispiaciuti per l'eliminazione, senza l'espulsione le cose sarebbero andate diversamente".

IL VERDETTO

C'è poco da commentare, partita falsata dall'espulsione. L'unico aspetto che mi permetto di segnalare è che il City gioca piuttosto male anche i primi minuti di partita (quando si dovrebbe essere freschi), senza idee e senza grande convinzione, a parte un solito, grandissimo Tevez che viene a mordere le caviglie degli avversari fino alla nostra linea di fondo! Grazie Carlitos, se tutti avessero questa grinta...

City: Joe Hart, Micah Richards, Aleksandar Kolarov (James Milner 88), Vincent Kompany, Joleon Lescott, Nigel De Jong, Gareth Barry (Adam Johnson 71), Yaya Toure, Mario Balotelli, Carlos Tevez, David Jimenez Silva (Edin Dzeko 76).
Dinamo Kyiv: Olexandr Shovkovskiy, Aparecido da Silva Danilo, Ognjen Vukojevic, Goran Popov, Andriy Shevchenko (Denys Garmash 62), Andriy Yarmolenko(Betão 92), Oleh Gusev, Roman Eremenko, Milos Ninkovic (Roman Zozulya 46), Atanda Ayila Yussuf, Leandro Almeida.
Ammoniti: Ayila Yussuf 39, Miloš Ninković 44, Carlos Tévez 45, Leandro Almeida 50, Vincent Kompany 62, N. De Jong 78, Yaya Touré 96
Espulsi: Mario Balotelli 36
Reti: Kolarov 39
Arbitro: Cüneyt Çakır (TUR)
Stadio: City of Manchester Stadium
Spettatori: nd

UEL 8 1st LEG - DINAMO KYIV 2-0 MCFC



LA PRESTAZIONE

Apro con una considerazione del tutto personale: davvero i -8 di ieri sera a Kiev o i -10 di Donetsk permettono di giocare una partita di calcio? Secondo me la condizionano pesantemente. Detto questo, nessuna giustificazione per la nostra armata Brancaleone che ieri sera a Kiev si è fatta infilare per 2 volte dai velocissimi ucraini e ha compromesso di brutto il passaggio del turno, anche perché al ritorno i nostri avversari avranno gioco facile nel chiudersi e ripartire in velocità. Ma andiamo con ordine: Mancio sceglie di lasciare in panca Tevez e schiera un 4-3-3 coraggioso (imprudente?) con Richards, Lescott, Kompany e Kolarov in difesa, Zabaleta, Yaya Tourè e Barry a centrocampo, Silva e Balotelli a supporto di Dzeko.
Fin dall’inizio la formazione appare piuttosto “elastica”, nel senso che Supermario e Silva tendono a svariare molto sul fronte d’attacco e Kolarov gioca più da attaccante esterno che da terzino. Partiamo subito forte cercando di fare gioco nella metà campo avversaria. Shevchenko e compagni appaiono un po’ intimoriti, tendono a chiudersi senza riuscire a ripartire e consentono a Kolarov un tentativo da fuori parato dal portiere e un cross che al 22° attraversa tutto lo specchio della porta. Lasciati sfogare gli avversari per i primi venti minuti gli ucraini iniziano a mettere fuori la testa, e lo fanno talmente bene che al 25 sono già avanti. Cross dalla tre quarti di sinistra di Andriy Yarmolenko per Sheva che come un falco anticipa Hart in uscita e insacca per l’uno a zero. E sono 67 reti nella coppe europee! Ma la nostra difesa dov’era?
Il primo tempo prosegue con i nostri a cercare di organizzare un minimo di gioco e gli ucraini che si rendo pericolosi nelle ripartenze. Nell’intervallo si gioca la partita nella partita: ennesimo show di Mario Balotelli che rientra in ritardo in campo, costringendo i compagni a giocare il primo minuto in inferiorità numerica, con Mancini e Platt che si guardano intorno chiedendosi dove siano finiti Supermario e il resto dei giocatori in panchina. Imbarazzante! La cosa non si esaurisce lì, prosegue col giocatore che continua a toccarsi il viso come se avesse un fastidio non ben identificato. Finalmente dopo un paio di interruzioni ulteriori e un immancabile cartellino giallo Mancini lo sostituisce con Carlitos Tevez. Pensavo di aver visto il più grande spreco di talento calcistico con Antonio Cassano, ma credo che Supermario sia l’apice. Irritante, svogliato, inconcludente, perfino grottesco, dopo ieri sera.
Il cambio tra la superdiva e il vero campione si vede subito, Tevez entra immediatamente nel vivo dell’azione e il City mette pressione alla Dinamo Kiev per 20 minuti ma senza costruire grandi occasioni, a parte un paio di tiri da fuori di Lescott e Tourè parati comodamente. Nel momento migliore degli ospiti però arriva il colpo del ko da parte dei padroni di casa: altro cross dalla tre quarti, stavolta la destra, altra dormita della difesa con Gusev che ha il tempo di attraversare l’area partendo dalla parte opposta, raccogliere il cross e sparare sotto la traversa il gol del 2-0. Adesso sarà davvero dura!

I COMMENTI

"Peccato per la sconfitta: purtroppo sull'1-0 forse abbiamo spinto troppo e invece dovevamo essere più cauti perchè recuperare un gol è meglio di recuperarne due». Così il tecnico del Manchester City, Roberto Mancini, commenta la sconfitta incassata sul campo della Dinamo Kiev nella gara d'andata degli ottavi di finale di Europa League. «Balotelli? Non mi sono accorto di nulla - spiega Mancini -, potrebbe essere un'allergia, perchè quando è rientrato dagli spogliatoi per il secondo tempo si stava gonfiando sul viso, ma non so cosa sia".

I VOTI

Hart 5: Non ha fatto malissimo, ma sul primo gol secondo me ha grosse responsabilità.
Richards 5,5: Grande dinamismo e solita grinta, uno dei pochi a metterci l’anima. Peccato che la fase difensiva si disastrosa
Kompany 5,5: Qualche buon intervento, ma soffre anche lui e su entrambi i gol divide le responsabilità col resto dei compagni.
Lescott 5: Va bene provare sortite offensive e tentare i tiri da fuori, ma bisogna anche difendere!
Zabaleta 6: Propositivo, grintoso, solita prestazione generosa, non gli si può chiedere di più.
Kolarov 6: Ci ha messo molto per ambientarsi ma da qualche settimana sta crescendo. Sempre più presente nel vivo del gioco, continuo a sostenere che non è un difensore, quindi non andrebbe schierato esterno basso.
Barry 5,5,: Meno incisivo del solito, si limita ad appoggiare.
Yaya Tourè 6: Grande impegno. Prova perfino a costruire gioco visto che non lo fa nessun altro, ma predica nel deserto.
Silva 5: Non pervenuto. Impalpabile. Del resto inventare giocate sul ghiaccio non è semplice.
Balotelli 3: Basta! Vai dove vuoi andare, fai quello che vuoi fare ma ti prego, trova la tua strada, o almeno levati dalla nostra (57 Tevez 6: entra e la squadra si rianima, ma non può sempre risolvere da solo.
Dzeko 5: Buona volontà, buona visone di gioco e buoni appoggi, ma ci aspettiamo molto di più.

IL VERDETTO

Finora la difesa aveva garantito prestazioni davvero convincenti. Il City non costruiva molto, non aveva un gran gioco, ma fargli un gol era molto difficile e su questa premessa Mancio aveva costruito fior di vittorie. Ieri sera siamo andati in bambola, correvano il doppio di noi, raddoppiavano con estrema precisione, si trovavano a memoria nello stretto. Con queste premesse la partita di ritorno rischia di essere un calvario perché ci ritroveremo continuamente infilati in contropiede.
Aggiungo anche una critica al mister, però, oltre che alla squadra. E’ chiaro che Kolarov esterno basso garantisce spinta, più che copertura. Era necessario partire così offensivi? Non si poteva immaginare che un palleggiatore come Silva avrebbe avuto difficoltà a stare in piedi sul terreno ghiacciato di Kiev? Non era meglio coprirsi di più con De Jong e schierare magari un 4-4-2 per poi giocarsela in casa al “caldo”, visto che tecnicamente siamo certamente superiori?
Lo sanno anche i ragazzini che queste squadre costruiscono i loro successi in casa in condizioni climatiche assurde per poi fare le barricate fuori. Siamo andati a farci infilare in contropiede in Russia?

Dinamo Kyiv: Olexandr Shovkovskiy, Aparecido da Silva Danilo, Goran Popov, Atanda Ayila Yussuf, Yevhen Khacheridi, Ognjen Vukojevic, Oleh Gusev, Roman Eremenko, Artem Milevski, Andriy Shevchenko (Milos Ninkovic, 88), Andriy Yarmolenko.
City: Joe Hart, Micah Richards, Pablo Zabaleta, Vincent Kompany, Joleon Lescott, Gareth Barry, Aleksandar Kolarov (Shaun Wright-Phillips, 82), Yaya Toure, Edin Dzeko, Mario Balotelli (Carlos Tevez, 58), David Jimenez Silva.
Reti: Shevchenko 25, Gusev 77
Arbitro: F. Meyer
Stadio: NSC Olimpiski
Spettatori: 16900


UEL 16 2nd LEG - MCFC 3-0 ARIS


Il City ha spazzato via l'Aris Salonicco ad Eastlands (3-0) e si è qualificato per gli ottavi di finale di Europa League dove incontrerà la Dinamo Kiev. Il successo di ieri sera è arrivato grazie alla doppietta di Edin Dzeko nel primo quarto d'ora della gara ed alla rete di Yaya Toure a dieci minuti dal termine. Per la prima volta in stagione Mancio ha schierato tutti i suoi artiglieri: oltre al bosniaco, anche Carlitos e Mario Balotelli hanno preso parte alla festa europea. Ecco il commento di Gianfranco...

LA PRESTAZIONE


12 minuti. Tanto è bastato agli uomini di Mancini ieri sera per chiudere il discorso qualificazione e trasformare la partita contro l’Aris di Salonicco in un allenamento. Si gioca in uno stadio caldissimo: nonostante la temperatura rigida e una sorte sulla carta segnata fin dall’inizio, 4000 tifosi greci hanno seguito la loro squadra fino a Manchester e non si danno pace nel far sentire il loro appoggio ai giocatori. Non smetteranno un attimo di cantare, ballare e sventolare bandiere sugli spalti!
Manchester risponde con quasi 35000 persone, per un colpo d’occhio degno delle grandi occasioni. Si tratta invece di un sedicesimo di finale di Europa League, tra due squadre divise da un divario tecnico enorme e da un’impostazione tattica iniziale completamente diversa. I blues si schierano in campo con Hart tra i pali, difesa a quattro con Boateng, Lescott, Kompany e Kolarov, diga a centrocampo composta da Yaya Toure e Barry e attacco con David Silva, Tévez e Balotelli a supporto di Dzeko. 4-2-3-1 d’attacco quindi, per provare a scardinare fin da subito il fortino messo in piedi dall’allenatore dei greci che si presentano in campo con un 4-5-1 modello bunker per cercare di salvare il salvabile.

12 minuti, dicevamo. Edin Dzeko è in gran forma, ha voglia e si vede: al 7° un difensore avversario scivola su un lancio senza pretese di Kolarov, il bosniaco non si lascia pregare, 3 passi e fulmina il portiere con un rasoterra nell’angolo opposto. 4 minuti più tardi raccoglie un passaggio di Carlitos, indemoniato come se fosse una finale di Champions, e batte nuovamente Sifakis con un altro rasoterra, questa volta di sinistro e dopo essersi liberato del diretto marcatore, Michel.
Partita chiusa. Nessun segnale che possa far pensare ad una reazione dei greci. Il primo tiro verso la porta di Hart arriva al minuto 27, e sarà l’unico del primo tempo. Da segnalare l’uscita di Kompany per infortunio alla fine dei primi 45 minuti, unica nota negativa della serata. Speriamo non si tratti di nulla di grave. A sostituirlo sarà Zabaleta, con Boateng spostato al centro a fianco di Lescott.

Il secondo tempo sinceramente è un’agonia, col City che palleggia e l’Aris che prova a giocare ma senza troppa convinzione. Gli unici avvenimenti sono un palo di Balotelli al 74° e il terzo gol del City un minuto dopo, con Yaya Tourè che raccoglie una respinta su calcio d’angolo e scocca un tiro che batte il portiere avversario grazie ad una deviazione decisiva. Onore all’Aris di Salonicco e ai suoi generosissimi tifosi, ma decisamente non c’è stata storia.

I COMMENTI

Le parole di Mancini a fine partita: "Stasera grande primo tempo: era la prima volta che giocavano assieme Tevez, Balotelli e Dzeko e hanno fatto bene".

I VOTI

Hart 6; Kompany 6 (35 Zabaleta 6), Lescott 6, Boateng 6, Kolarov 6; Balotelli 6,5, Barry 6, Yaya Toure 6,5; Silva 6,5 (79 Wright-Phillips s.v.), Dzeko 7, Tevez. 6,5 (Vieira s.v.).

IL VERDETTO

Verdetto è proprio la parola giusta. Abbiamo fatto quello che andava fatto, senza storie e senza fronzoli. Unico neo della serata l’uscita di Kompany per infortunio, speriamo bene. Piccola nota a margine: è entusiasmante vedere lo stadio gremito e festante per una partita che, onestamente, non offriva un grandissimo appeal e che in Italia avrebbero visto in 100 persone.

City: Joe Hart, Jerome Boateng, Aleksandar Kolarov, Joleon Lescott, Vincent Kompany (Pablo Zabaleta, 35), David Jimenez Silva (Shaun Wright-Phillips, 80), Gareth Barry, Yaya Toure, Carlos Tevez (Patrick Vieira, 79), Mario Balotelli, Edin Dzeko.
Aris: Michalis Sifakis, Kristi Vangeli, Garbini Pereira Michel, Guiaro Ronaldo, Nikolaos Lazaridis, Darcy Dolce Neto (Konstantinos Kaznaferis, 80), Daisuke Sakata (Konstantinos Mendrinos, 46), Ricardo Faty, Thanasis Pritas, Juan Carlos Vega Toja, Raul Bobadilla (Sergio Contreras Koke, 61)  

Reti: Dzeko 7, 12, Yaya Toure 75.
Arbitro: P. Kralovec
Stadio: City of Manchester Stadium
Spettatori: 36.748

ALTRI COMMENTI DA SALONICCO E PILLOLE

Tutti ad Eastlands aspettano ancora di vedere il vero Edin Dzeko. Il centravanti bosniaco non ha sin qui giustificato l’investimento fatto per portarlo a Manchester dal Wolfsburg e Mancini dopo lo 0-0 contro l’Aris, si è un po’ lamentato per il rendimento dell’ex obiettivo di Juve e Milan: “Mi aspetto di più da uno come Dzeko, deve certamente migliorare. E’ un buon giocatore. Penso che stia avendo le stesse difficoltà di Torres al Chelsea, quando arrivi a gennaio non conosci i tuoi compagni di squadra, non è facile. Può cambiare il volto ad una partita, è importante per lui migliorare molto velocemente. Dobbiamo far arrivare in area più cross. Dobbiamo però segnare con più giocatori”. [Piccolo commento a margine: cosa doveva fare Dzeko per giustificare dopo un mese l'investimento??? Segnare una tripletta a partita? Dario]
Fonte: calcionews24.com

Al termine della sfida conclusasi sul punteggio di 0-0 tra Aris Salonicco e Manchester City, il tecnico dei Citizens, Roberto Mancini, ha analizzato la prestazione dei suoi ed in particolar modo quella di Edin Dzeko e Mario Balotelli, rientrato in squadra dopo un lugo infortunio: "Abbiamo fatto bene secondo me - ha esordito il Mancio -, non era facile imporsi con una squadra come l'Aris che ha giocato prevalentemente dietro la linea della palla cercando esclusivamente il contropiede. Quando giochi fuori casa e trovi squadre di questo tipo è sempre difficile trovare il varco giusto. Solo un gol avrebbe potuto cambiare le sorti del match. Dzeko e Balotelli? Edin ha avuto tre occasioni da gol, ha ancora bisogno di tempo. Quado troverà la via della rete, la situazione per lui evolverà in meglio. Mario, invece, ha giocato quindici minuti ed ha fatto bene. Il peggio è passato, il suo rientro è una buona notizia per noi"
Fonte: tuttomercatoweb.com

Napoli attento che la Premier ti porta via Edinson Cavani. Non si nasconde Roberto Mancini, che al termine della gara di Europa League pareggiata dal suo Manchester City con l’Aris, intervistato da Premium Calcio, conferma di essere un estimatore dei due gioielli Edinson Cavani e Javier Pastore aggiungendo che sono giocatori che al Manchester City farebbero comodo. Entrando nel dettaglio, Mancini ha il curioso episodio capitato al presidente dei rosanero: “Il presidente del Palermo Zamparini ha detto di aver ricevuto una telefonata dal City per Pastore ma non sapeva l’inglese? Questo vuol dire che non ero io al telefono, sennò gli avrei parlato in italiano – sorride il Mancio – Al City comunque interessano i giocatori bravi e Pastore è bravo, come Cavani e tanti altri”.
Resta comunque importante il fatto che un altro big club europeo abbia messo gli occhi su Cavani che con i suoi gol sta portando il Napoli alle soglie dello scudetto. Ora con il Chelsea c’è il Manchester City. Restano da capire le vere volontà del presidente De Laurentiis e del giocatore uruguaiano. Da questo punto di vista l’esito della stagione in corso e l’ammontare delle faraoniche offerte da oltre Manica saranno importanti per capire il futuro di Cavani e del suo rapporto col Napoli.
Fonte: Premium Calcio

Dani Alves, 27enne difensore del Barcellona, a breve rinnoverà il suo contratto col club blaugrana: notizia che non fa felice il Manchester City che aveva provato a rilevare il cartellino del giocatore quest’inverno.
Fonte: calcionews24.com


UEL 16 1st leg: ARIS 0-0 MCFC


Il City ha pareggiato ieri pomeriggio a Salonicco contro l'Aris (0-0) e probabilmente si deve parlare di occasione sprecata. Manteniamo intatte le nostre possibilità di passaggio del turno ma avessimo dimostrato più convinzione probabilmente saremmo usciti dalla Grecia con una vittoria in tasca. Edin Dzeko ha mancato due occasioni che avrebbero potuto regalarci il passaggio del turno in anticipo e Mancio lo ha abbastanza apertamente spronato a calarsi in fretta nella nuova realtà. Ecco il commento del nostro esperto di calcio europeo Gianfranco...

LA PRESTAZIONE


La trasferta dei nostri in Grecia si conclude a reti inviolate, con grande soddisfazione dei padroni di casa che conservano l’imbattibilità casalinga nelle competizioni europee (dura da 40 anni) e qualche rimpianto per Tevez e compagni che avrebbero dovuto secondo me fare di più. L’avversario sulla carta parte decisamente in svantaggio, sotto l’aspetto tecnico il divario è enorme e viene fuori piuttosto chiaramente già dai primi minuti di gara. Il City parte forte, come d’abitudine. Grinta, pressing a centrocampo, possesso palla e costruzione del gioco nel tentativo di portarsi subito in avanti. Il Mancio schiera un 4-2-3-1 coraggioso, con SWP, Silva e Tevez a supporto di Dzeko, Barry e Yaya Tourè a protezione della difesa composta da Richards, Boateng, Kolo Toure e Kolarov. Hart in porta, il redivivo SuperMario parte dalla panchina.
I nostri dirimpettai greci schierano un abbottonatissimo 4-1-4-1 con un trequartista, Toja, a supporto dell’unica punta Bobadilla. Chiaro l’obiettivo di limitare i danni uno per il nuovo allenatore dei greci Giannis Michalitsos, sedutosi in panchina soltanto un mese fa a seguito delle dimissioni di Hector Cuper. Il City, come dicevamo, parte forte, prova a costruire e sfiora il gol al quarto d’ora con Dzeko su assist di Kolarov. Il portiere Sifakis, decisamente il migliore in campo, sventa con un pizzico di fortuna. Per il resto è davvero pura noia, per veder di che colore ha la maglia Hart dobbiamo aspettare un tiro da fuori di Faty al minuto 33!

Secondo tempo che non decolla, anzi. Il nostro gioco tende a calare d’intensità e gli avversari provano a mettere il naso fuori dalla propria area, ma senza mai davvero combinare niente di concreto. Per fortuna ci prova un paio di volte il solito Dzeko: al 63° con un colpo di testa parato ancora un avolta alla grande dal portiere greco e 7 minuti dopo con un tiro da fuori che esce di poco. Al 77° entra anche Balotelli per SWP ma la solfa non cambia, finale con l’Aris sotto assedio ma alla fine il fortino resiste: 0-0 e qualificazione che si giocherà a Manchester, dove i nostri avversari faranno le barricate.

I COMMENTI

Le parole di Mancini a fine partita: "Stasera per noi era impossibile giocare con la palla a terra, ma va comunque bene. Dzeko deve fare di più ma è arrivato da poco e ci vuole tempo per migliorare l'affiatamento, mentre Balotelli, nei quindici minuti circa che ha giocato, mi è piaciuto. Non mi preoccupa la sua voglia di tornare in Italia: ora deve pensare a fare bene qui".

I VOTI

Hart 6; Richards 6, Kolo Touré 6, Boateng 6, Kolarov 6,5; Wright-Phillips 4 (77 Balotelli 6), Barry 5, Yaya Touré 6; Silva 6,5, Dzeko 7 (83 Zabaleta s.v.), Tevez. 5).

IL VERDETTO

Nonostante il divario tecnico non era una partita semplice e lo sapevamo. Avremmo però potuto e dovuto fare di più contro una squadra che ha pensato solo a difendersi e che a questo punto per passare il turno punterà decisamente ai rigori!
Avevamo la possibilità di lasciarci alle spalle la sconfitta dell’Old Trafford con una bella vittoria ieri sera e non l’abbiamo sfruttata, evidentemente ancora con la testa alla Premier e il morale sotto i tacchi. Forse è questo che ci manca, forse è quel pizzico di cinismo e motivazione che invece dovrebbero uscire fuori in momenti come questo. Il Real Madrid ha preso 5 gol dal Barcellona il lunedi, il sabato (5 giorni dopo) ha regolato il Valencia (terza in classifica) con un 2-0. Buone notizie: Mario Balotelli è di nuovo disponibile.

Aris: Michalis Sifakis, Kristi Vangeli, Garbini Pereira Michel, Guiaro Ronaldo, Nikolaos Lazaridis, Thanasis Pritas, Darcy Dolce Neto (Alberto Nery Castillo, 88), Ricardo Faty, Raul Bobadilla (Danijel Cesarec, 72), Juan Carlos Vega Toja, Daisuke Sakata.
City: Joe Hart, Micah Richards, Aleksandar Kolarov, Gareth Barry, Jerome Boateng, Kolo Toure, Shaun Wright-Phillips (Mario Balotelli, 77), Yaya Toure, Edin Dzeko (Pablo Zabaleta, 84), Carlos Tevez, David Jimenez Silva.
Arbitro: AU Mallenco
Stadio: Kleanthis Vikelidis Stadium
Spettatori: 21.000