
Per una volta partiamo dalla fine e cioè dai commenti del manager Mark Hughes al termine di questa partita dannata. Ecco Sparky: “Siamo molto dispiaciuti. E’ una dura lezione. Abbiamo meritato nel corso del match di essere in vantaggio. Abbiamo creato molti problemi ad un ottimo Liverpool. Aspettavamo una loro reazione e abbiamo purtroppo concesso loro di rientrare in partita. L’espulsione di Zabaleta ha cambiato il match: dovevamo cercare di resistere e portare a casa la partita. Già era difficile in parità numerica, figuriamoci in inferiorità ma comunque avevo fiducia nei miei giocatori. Peccato. Non siamo ancora maturi. Ho visto ottimi segnali, soprattutto nel primo tempo e cercheremo di prendere il buono di questa gara e lavorarci sopra. Abbiamo disputato un bella prima frazione ma dobbiamo assolutamente lavorare per cercare di mantenere quel livello per tutti i novanta minuti. Cresceremo molto dopo questa sconfitta”.
Che dire? Ognuno ha visto la partita a suo modo. Io l’ho vista come Hughes. Certo, è la quarta sconfitta in sette gare. Certo, siamo a metà classifica, abbiamo vari problemi di carattere tattico, di amalgama, di esperienza, di equilibrio e non è bello dover riprendere la fiducia avendo davanti un sacco di squadre. Ma io credo sia presto e d’altronde lo scorso anno di questi tempi eravamo tutti euforici per i risultati ma, ricorderete, dubbiosi sul gioco. Oggi i risultati sono nettamente peggiorati ed il gioco non convince molto di più ma io vedo del buono in questa sconfitta. Il primo tempo ha visto i nostri giocatori lottare su ogni pallone contro una delle serie candidate al titolo, dimostrando di saper reggere la pressione, psicologica e fisica della squadra di Rafa Benitez, abituata da anni al vertice e con una solidità che noi ora non possiamo avere. A parte i primi cinque minuti di (nostro) studio, la prima frazione è scivolata via con un City tosto, compatto, veloce nelle ripartenze e disposto a lottare sino all’ultimo. Forse i reds hanno tenuto palla più di noi e creato un paio di occasioni ma noi abbiamo tenuto alto il pressing e denotato un grande spirito di sacrificio in tutti gli uomini in campo. Non si può pensare di non concedere nulla al Liverpool e dunque l’equilibrio delle forze mi ha reso fiducioso. Tutti i nostri giocatori creativi sono stati disposti a rincorrere l’avversario, a muoversi senza palla (diversamente da Wigan domenica scorsa) ed a cercare sempre la soluzione in profondità. Elano in regia protetto da Kompany ha cercato di tessere il gioco ed è evidente che a lui sono state affidate le chiavi del centrocampo. Ireland si è mosso on eleganza duettando in particolare con lo straripante SWP, fresco di chiamata da parte di Fabio Capello in nazionale. Il nostro funambolo è nettamente l’uomo più in forma e continua ad essere un mistero il suo fallimento a Londra: veloce, scattante, con un dribbling baciato dagli dèi e in costante ricerca del tocco a saltare il diretto avversario. A sinistra Robinho è invece palesemente in ombra: è vero che si impegna al massimo ma probabilmente non ha ancora trovato il giusto modo di calarsi nell’ambiente nuovo. Ieri il 10 ha sbagliato tutto il possibile, compreso un incredibile occasione nella ripresa che avrebbe potuto, fuorigioco a parte, consegnarci i tre punti. Davanti Jo in grande abnegazione e movimento ma inevitabilmente mai protagonista sotto porta. Siccome il cuore del gioco è in mezzo al campo la vera questione è la seguente: il City può permettersi di schierare tutti questi calciatori di qualità e trovare nel tempo un equilibrio degno di questo nome? Molti pensano di no (anche tra di noi citizen), per me sì. Oggi il calcio è cambiato: dieci o quindici anni fa, il 4-4-2 ed il rigido equilibrio tattico erano Vangelo; difficilmente una squadra di vertice derogava da questa impostazione. Oggi non è più così: molte squadre schierano un’impressionante elenco di calciatori tecnici, più portati ad offendere che a difendere. Qualcuno ha visto il Barcelona di sabato sera dare sei (sei!) palle all’Atletico Madrid? Xavi, Iniesta, Eto’o, Messi, Gudjonsen vi sembrano giocatori poco offensivi? E’vero che la squadra catalana non ha vinto negli ultimi anni ma è oggettivo che segua un chiaro intento: giocare con tanti calciatori offensivi per un calcio d’attacco e di spettacolo. Che dire del Real Madrid ma anche dello stesso Manchester (Salford) United? I rags non schierano forse Rooney, Ronaldo, Anderson, Berbatov e/o Tevez? Mi sembrano tutti uomini, al di là del ruolo specifico, con una discreta propensione al gioco, no? Ovviamente occorre trovare un equilibrio e queste grandi squadre lo hanno trovato negli anni. Hughes che fa? Cerca di schierare il più possibile tutti i giocatori di qualità a disposizione con il chiaro intento di sfruttare la potenzialità offensiva della rosa. Può sbagliare, certo, e nel prossimo futuro magari cercherà di puntellare la squadra con innesti di centrocampisti moderni, capaci di assicurare qualità ma anche grande forza fisica ed impatto là in mezzo. Al momento potrebbe schierare solo Hamann e probabilmente non lo fa proprio per dare alla squadra una fisionomia marcatamente offensiva. Nella prima frazione ieri tutti i nostri creativi hanno giocato molto bene, secondo me. E’vero che alcuni di loro in questo modo non hanno possibilità di essere pericolosi negli ultimi trenta metri perché correndo qua e là magari perdono lucidità ma sono certo che puntando su questa impostazione, nel corso della stagione, riusciremo ad acquisire equilibrio mantenendo intatta la nostra creatività. Ricordiamo anche le assenze di Petrov, Johnson, Benjani etc. Nel secondo tempo il Liverpool è salito in cattedra, ha gestito il gioco e lì secondo me si è vista la caratura “morale” della grande squadra: non sono andati in bambola ed hanno fatto valere la forza del loro centrocampo d’acciaio con Gerrard, Mascherano e Xabi Alonso. Davanti il Nino e le nostre amnesie difensive hanno fatto il resto. Mi pare ovvio che il nostro centrocampo non abbia retto la foga, l’esperienza e la classe degli avversari, lasciando loro il pallino in modo sconcertante: si poteva fare meglio. Pazienza. Diamo tempo ai giocatori ed al manager, magari cerchiamo di migliorare le nostre carenze a gennaio ma non disperiamoci: quando arriverà la quadratura del cerchio smetteremo di perdere tutte queste partite….
I gol:
1-0 Splendida azione sulla destra, cross di SWP, appoggio di Robinho con l’aiuto di Arbeloa e gran tiro di Stephen Ireland sotto l’incrocio.
2-0 Magistrale punizione di Javier Garrido, proprio nel “sette”, per un fallo dell’ex Riera teso a bloccare lo slalom gigante di SWP.
2-1 Azione sulla fascia destra, cross di Arbeloa, buco in mezzo con Torres che ribadisce in rete. In difesa al centro abbiamo un leggerissimo punto debole ma è il caso di scriverlo tutte le volte?
2-2 Paperona di Joe Hart in uscita e pareggio del Nino Torres.
2-3 Naturalmente chi poteva segnare il gol della vittoria scouser in casa nostra?
Ragazzi, il dibattito è aperto: spero di non beccarmi degli insulti! Spero alla fine della stagione di aver visto giusto e, sono certo, lo sperate anche voi, al di là di come la pensiate.
Man City: Hart, Zabaleta, Dunne, Richards, Garrido, Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Elano (Petrov 85), Robinho (Evans 80), Jo (Fernandes 70). Subs Not Used: Schmeichel, Hamann, Ben-Haim, Sturridge.
Sent Off: Zabaleta (67).
Booked: Dunne.
Goals: Ireland 19, Garrido 41.
Liverpool: Reina, Arbeloa, Carragher, Skrtel, Aurelio (Dossena 70), Mascherano (Keane 71), Kuyt, Gerrard, Alonso, Riera (Benayoun 81), Torres. Subs Not Used: Cavalieri, Agger, Babel, Leiva Lucas.
Booked: Arbeloa.
Goals: Torres 55, 73, Kuyt 90.
Att: 47,280
Ref: Peter Walton (Northamptonshire).
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