EPL 30 - CITY 1-0 SUNDERLAND


Micah Richards toglie le castagne dal fuoco e ci consegna una vittoria contro il Sunderland (1-0) coprendo le magagne di Robinho, autore di un errore dal dischetto. Abbiamo giocato quasi tutta la partita in superiorità numerica dopo l'espulsione di George McCartney al minuto 15 per uno strattonamento ai danni di SWP. Da un cross di Elano al minuto 57 è arrivata l'incornata di Richards e così il match si è risolto. La vittoria è meritata ma anche oggi abbiamo fatto fatica oltre il lecito contro un Sunderland bravo ad arroccarsi in difesa a protezione della sua porta.
Mark Hughes ha dichiarato a fine gara: "Avremmo dovuto chiuderla ben prima con tutte le occasioni che abbiamo creato. Abbiamo risentito della fatica di Uefa ed eravamo senza Bridge e Ireland oggi"

Man City: Given, Richards (Garrido 83), Onuoha, Dunne, Zabaleta, Wright-Phillips, Elano, De Jong, Kompany (Fernandes 84), Robinho, Bojinov (Bellamy 65). Subs Not Used: Hart, Evans, Etuhu, Berti.
Booked: Bojinov, Fernandes, Wright-Phillips.
Goals: Richards 56.

Sunderland: Fulop, Bardsley, Collins, Ferdinand, McCartney, Edwards, Whitehead, Leadbitter, Murphy (Davenport 16), Malbranque (Reid 72), Jones (Cisse 72). Subs Not Used: Gordon, Yorke, Healy, McShane.
Sent Off: McCartney (15).
Booked: Bardsley, Davenport, Leadbitter, Ferdinand, Reid.

Att: 43,017
Ref: Steve Tanner (Somerset).


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GOD GIVEN


Non sono riuscito ad aggiornare il blog nelle ultime settimane e mi dispiace. Faccio notare ai prodi che se ne lamentano privatamente che potrebbero benissimo andare avanti loro con gli aggiornamenti, in caso di necessità! ;-). Ovviamente scherzo ed il buonumore deriva anche dal miglior risultato europeo che si ricordi, almeno nell'era della TV a colori. Probabilmente la Uefa non esisterà più tra qualche anno ma noi ci stiamo facendo valere in una coppa che per me mantiene un grande fascino. Siamo stati finora abbastanza fortunati, sia nel sorteggio sia nelle sfide risolte ai rigori. Grande Given giovedì notte così come grande Hart nell'agosto danese pre-September 1. Dopo una vittoria casalinga che sembrava metterci al riparo da rischi qualificazione (2-0 ad Eastlands con reti di Caceido e SWP giovedì 12 marzo) siamo riusciti a rimettere in gioco l'Aalborg nei cinque minuti finali del match di ritorno e l'abbiamo spuntata soltanto ai rigori grazie alle parate di Shay Given. Il sorteggio ci ha riservato un quarto di finale di prestigio contro l'Amburgo ed un'eventuale semifinale (ma ci andrei cauto...) contro la vincente di Werder Brema - Udinese. Chissà che non sia la volta buona questa....magari il City scenderà in Italia per una semifinale europea e sinceramente sarebbe fantastico ritrovarci tutti ad Udine! Non credo che l'ex manager Spurs Martin Jol sia d'accordo...vedremo!
In campionato siamo sempre vergognosi: non credo sia il caso di spendere altre parole. Domani comunque riceviamo il Sunderland ad Eastlands.

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SEMIFINALE!

Se la prima squadra certo non si distingue da trent'anni a questa parte per decenti filotti di Coppa certo non può dirsi lo stesso per la nostra Academy Under 18. Dopo essersi aggiudicata la F.A Youth Cup lo scorso anno in finale contro il Chelsea, la squadra del leggendario e mai troppo elogiato Jim Cassell ha di nuovo raggiunto la semifinale ieri dopo aver battuto il Norwich City (1-0). Al minuto il bomber Robbie Mak ha siglato l'unica rete del match mentre i canarini hanno fallito un rigore verso la fine della partita. La fortuna aiuta gli audaci. Bravi piccoli blues! Potete leggere ottimi resoconti sia sul blog MCFC Reserves & Academy qui che sul Manchester Evening News qui. Nel frattempo MH ha definito come obiettivo di Premier il settimo posto: considerato che siamo a dieci punti dall'ottimo Everton a dieci turni dalla fine e considerato che fuori casa perdiamo sempre e stiamo per incontrare le squadre di vertice lontano da Eastlands l'unica spiegazione che possiamo darci per questa uscita del manager è che abbia trovato una marca di brandy veramente speciale.

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EPL 28 - CITY 2-0 VILLA


Che dire...forse la migliore prestazione stagionale. Il Villa non è nel suo momento migliore ma noi abbiamo messo in campo una squadra che ha offerto uno spettacolo degno. Mancavano sia Bellamy che Robinho ma non ne abbiamo risentito. Pare che Bellamy stia fuori tre settimane e dunque con i tempi di recupero inglesi probabilmente non lo rivedremo più fino ad agosto.

Man City: Given 6, Zabaleta 7, Onuoha 7, Dunne 7, Bridge 6, Wright-Phillips 9, Ireland 8, Kompany 6, De Jong 6 (Fernandes 6), Elano 8 (Bojinov 83), Caicedo 7 (Evans 6). Subs not used: Hart, Vassell, Garrido, Berti. Booked: Caicedo.

Aston Villa: Friedel 7 Cuellar 6 (Gardner 5), Davies 5 (Carew 5), Knight 5, Luke Young 5, Milner 5, Petrov 6, Barry 6, Ashley Young 6, Agbonlahor 6, Heskey 5. Subs not used: Guzan, Harewood, Delfouneso, Reo-Coker, Shorey. Booked: Milner, Barry.



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EPL 27 - WEST HAM 1-0 CITY

Supefluo ogni commento.

West Ham: Green, Neill, Tomkins, Upson, Ilunga, Behrami (Nsereko 43), Parker, Collison, Kovac (Spector 83), Di Michele (Lopez 87), Cole.
Subs Not Used: Lastuvka, Sears, Stanislas, Payne.

Booked: Parker, Kovac.

Goals: Collison 71.

Man City: Given, Richards (Caicedo 15), Onuoha, Dunne, Bridge, Zabaleta, De Jong (Bojinov 89), Kompany, Ireland, Bellamy (Elano 66), Robinho.
Subs Not Used: Hart, Vassell, Garrido, Berti.

Booked: Kompany, Ireland.

Att: 34,562.

Ref: Mike Dean (Wirral).

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UEFA 16r - CITY 2-1 COPENHAGEN


Una doppietta nella ripresa del sempre più influente Craig Bellamy ci spinge negli ottavi di Coppa Uefa e questo è davvero un gran bel risultato! Soprattutto se pensiamo al fatto di essere l'unico club inglese rimasto in questa coppa e alla figuraccia fatta ad esempio dalle squadre italiane! Hughes ha schierato la migliore formazione possibile in questo momento con l'eccezione di de Jong che non è stato inserito nelle liste Uefa. Già nel primo tempo eravamo stati pericolosi con i legni dello stesso Bellamy e di Robinho. Non direi che abbiamo spinto al massimo ma certamente i danesi non ci hanno creato troppi problemi in queste due partite. Affronteremo ora l'Aalborg negli ottavi (12 e 19 marzo) nel terzo scontro diretto con una squadra danese nella stagione europea.

Man City: Given, Zabaleta (Elano 82), Onuoha, Dunne, Richards, Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Bridge, Robinho, Bellamy.
Subs Not Used: Hart, Garrido, Berti, Vassell, Caicedo, Evans.

Goals: Bellamy 73, 80.

FC Copenhagen: Christiansen, Pospech, Antonsson, Jorgensen, Wendt, Kvist, Kristensen (Sionko 46), Norregaard (Vingaard 76), Hutchinson, Almeida, Ndoye (Gronkjaer 59).
Subs Not Used: Coe, Niclas Jensen, Laursen, Nordstrand.

Booked: Kristensen, Wendt.

Goals: Vingaard 90.

Att: 26,018.

Ref: Selcuk Dereli (Turkey).

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MARWOOD

Mark Hughes ha dichiarato in conferenza stampa: "Se riusciremo a migliorare la migliore posizione che il City abbia mai ottenuto nella storia della Premier, l'ottavo posto, allora la gente dovrà suo malgrado ammettere che la nostra è stata una buona stagione". Il gallese finge di dimenticarsi che la società non aveva mai speso £130 milioni per la campagna acquisti. Non mi sembra un particolare da poco. Spero soltanto che la prossima stagione il City possa essere guidato un manager degno di questo nome e che i giocatori acquistati quest'anno (molti dei quali buoni) possano affermarsi definitivamente. Nel frattempo il MCFC sta per annunciare l'ingaggio dell'ex ala dell'Arsenal Brian Marwood come nuovo football administrator del club. Anche lui, come Garry Cook, è un ex professionista Nike. Un'altra notizia - a mio avviso non buona - è che stiamo concludendo un accordo con la Umbro per la fornitura del materiale tecnico-sportivo. Ho sperato fino all'ultimo che dopo il termine del contratto con la Coq Sportif avremmo scelto l'Adidas e mi ero già immaginato una meravigliosa maglia color azzurro con le storiche tre righe bianche sulle spalle, sul modello di quella del Chelsea, colore diverso a parte. La Umbro ha fatto maglie molto belle una ventina d'anni fa ma non mi pare essere troppo all'altezza ora come ora. Ricordo che la cifra estetica della maglia è un problema cruciale di una squadra di calcio. Credo siate tutti d'accordo.

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EPL 26 - LIVERPOOL 1-1 CITY


Il City ha pareggiato ieri pomeriggio ad Anfield contro il Liverpool (1-1) al termine di un incontro decisamente ben interpretato dalla nostra scalcagnata banda. Craig Bellamy ci aveva portati in vantaggio all'inizio della ripresa (minuto 6) al termine di una bella azione ideata da Robinho e proseguita da Vincent Kompany ma purtroppo Dirk Kuyt ci ha nuovamente castigati come all'andata a circa dieci minuti dal termine. Considero il match di ieri uno dei migliori della stagione per la nostra squadra e per una volta devo ammettere che lo schieramento scelto da Mark H. ha avuto una sua logica. Avere davanti il Liverpool, sia pure senza Gerrard e senza Xabi Alonso ma pur sempre il Liverpool, accresce il valore della nostra prestazione. Abbiamo certamente sofferto nella prima parte della gara ma nonostante il ritmo dei reds non abbiamo mai concesso veramente il fianco alla squadra di Rafa Benitez. Hughes ha impostato un evidente 4-5-1 con Given in porta, Richards-Dunne-Onuoha-Bridge in difesa, Ireland-deJong-Kompany-Zabaleta-Robinho in mezzo a supportare Bellamy in avanti. La presenza di tre mastini autentici nel cuore del centrocampo come Vincent, Nigel e Pablito ha garantito un filtro ed una compattezza a noi sconosciuti in questa tribolata stagione. MH ha scelto di sostituire SWP con Ireland molto spostato sull'ala preferendo incrociarne la posizione con Zabaleta - schierato addirittura a centro sinistra - a mio avviso per garantire il cemento armato là in mezzo. Mascherano e Lucas sono due grandi centrocampisti di filtro e probabilmente MH deve aver pensato di cautelarsi con i nostri tre giocatori più fisici nel centro del campo. Ireland non ha fatto troppa fatica a contenere l'ex Albert Riera, non in grandi condizioni, mentre Wayne Bridge ha naturalmente un po' sofferto Benayoun perchè come al solito Robinho non si è sprecato in ricorse là sulla sinistra. Il nostro equilibrio è stato però garantito e grazie a qualche verticalizzazione intelligente anche nella prima frazione ci siamo resi pericolosi, in particolare con una splendida azione Ireland-Robinho-Ireland conclusa incredibilmente con un tiro dell'irlandese in bocca a Pepe Reyna. Ovviamente anche i Reds hanno avuto le loro occasioni ma nel complesso abbiamo tenuto il ritmo della gara. Nella ripresa a mio avviso il City ha giocato nettamente meglio dei reds, compatibilmente con la differenza di forze in campo. Abbiamo colpito subito con Craig Bellamy, complice una deviazione di Arbeloa e poi abbiamo controllato il gioco e le avanzate degli avversari, creando contropiede veloci e ficcanti che hanno messo in evidente imbarazzo i padroni di casa. Kompany, de Jong e Zabaleta mi sono piaciuti moltissimo, Robinho è cresciuto, Bellamy ha svariato per tutto il fronte d'attacco ed anche la difesa non ha sofferto più di tanto. Purtroppo non siamo riusciti a portare a casa la vittoria perché in una ripartenza molto veloce i reds hanno pareggiato: Yossi Benayoun ha centrato dalla sinistra ed ha trovato il destro di Dirk Kuyt, fin lì invisibile o quasi, a spingere la palla nel sacco. Dopo il gol i reds hanno spinto e Shay Given ha risposto alla grande per negare il 2-1 proprio a Benayoun. Bravi ragazzi.

UPDATE: I VOTI

Given - Nessuna distrazione, due parate decisive nel finale. 7
Richards - I reds hanno spinto dalla sua parte ma lui ha fatto sempre buona guardia. 7
Dunne - sv
Onuoha - Sta trovando continuità. 6,5
Bridge - Buona partita, si sta ambientando. 6,5
Ireland - Spostato sull'out destro, comunque una garanzia. 6,5
de Jong - Cemento armato allo stato puro, tiene testa a Mascherano. 7
Kompany - Al centro assicura forza e compattezza. 7
Zabaleta - Prossimo ruolo: portiere! Bravissimo. 7
Robinho - Prima parte in ombra ma bel secondo tempo. 6,5
Bellamy - Non si ferma mai e sigla il suo gol numero tre. 7

Hughes - Indovina stavolta la strategia giusta, diamo atto. 7

Liverpool: Reina, Arbeloa, Carragher, Skrtel, Dossena (Aurelio 76), Benayoun, Mascherano (Babel 83), Lucas, Riera (El Zhar 63), Torres, Kuyt. Subs Not Used: Cavalieri, Hyypia, Ngog, Spearing. Booked: El Zhar.
Goals: Kuyt 78.
Man City: Given, Richards, Dunne, Onuoha, Bridge, Zabaleta, De Jong, Kompany, Ireland, Bellamy, Robinho (Caicedo 88). Subs Not Used: Hart, Garrido, Vassell, Evans, Elano, Weiss. Booked: Dunne, Kompany.
Goals: Bellamy 51.
Att: 44,259
Ref: Phil Dowd (Staffordshire)

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CIAO CANDIDO


Ieri mattina è mancato a Milano il "padre" della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò. Mi sembra il minimo ricordarlo in questo blog visto che è stato uno dei pochi veri giornalisti - e non pennivendoli - degni di questo nome in Italia. Ricordiamo ovviamente con piacere anche il suo interesse nei confronti del City quando rispose ad una nostra lettera il 7 settembre scorso. Senza retorica, uno dei pochi veramente fuori concorso. Ciao Candido.

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UEFA 16 - COPENHAGEN 2-2 CITY


Un vero peccato. Una delle partite più belle del City in questa stagione travagliata. Usciamo dal Parken Stadium con un pareggio (2-2) che in teoria ci fa ben sperare per il ritorno ma che non riflette per niente l'andamento della gara. Siamo andati due volte in vantaggio, con Nedum Onuoha al minuto 30 e con Stephen Ireland al minuto 61. Purtroppo due errori difensivi ci hanno puniti, sulle palle alte, ed il gol del definitivo 2-2 è arrivato nel recupero. Confermiamo le lacune tattiche di sempre ma almeno la squadra ha lottato. Si dirà che i danesi non sono il massimo. Per la verità neanche lo Stoke City, il Portsmouth, il Wigan lo sono. Sapete cosa intendo.

Given - Incolpevole sui gol, preoccupante una sua uscita nel primo tempo. 6
Richards - Ordinato e composto non ha sofferto troppo. Ben coperto da Zabaleta. 6,5
Dunne - sv
Onuoha - Colpevole sul primo gol danese ma segna il gol che ci porta in vantaggio. 6
Bridge - Soffre più di Richards ma la presenza di Ireland sulla sua fascia non garantisce la stessa copertura offerta da Pablito Zab. 6
Kompany - Sempre pronto alla lotta, mai troppo in difficoltà ma temo sia stanco - 6
Zabaleta - Il ruolo di interno di centrocampo lo limita perché si vede che non ha i "tempi" del centrale ma è una sicurezza in termini di grinta e voglia - 6,5
SWP - Ha perso un po' dello smalto iniziale ma è sempre una minaccia per gli avversari - 6
Ireland - Ribadisco: Player of the Year 2008/09. E' il nostro Paul Scholes. Si danna come un indemoniato, segna l'ennesimo gol della sua stagione e prova a migliorare la copertura con grande abnegazione nel pressing. La sua propensione a sganciarsi non aiuta Bridge ma i meccanismi miglioreranno. Il giocatore sul quale puntare nel futuro, oltre che nel presente - 7,5
Robinho - Inesistente. Si mangia il 3-1 come un bambino - 5
Bellamy - Anche lui si mangia un paio di occasioni ma almeno corre più di Robinho - 6

FC Copenhagen: Christiansen, Pospech, Laursen, Antonsson, Wendt, Kvist (Vingaard 60), Kristensen, Norregaard (Gronkjaer 70), Hutchinson, Almeida, Santin (Ndoye 59). Subs Not Used: Coe, Niclas Jensen, Nordstrand, Jorgensen. Goals: Almeida 56, Vingaard 90.

Man City: Given, Onuoha, Richards, Dunne, Bridge, Zabaleta, Kompany, Ireland, Wright-Phillips, Robinho (Caicedo 89), Bellamy. Subs Not Used: Hart, Elano, Vassell, Garrido, Evans, Weiss.

Booked: Bellamy, Richards.

Goals: Onuoha 29, Ireland 61.

Att: 30,159

Ref: Pavel Kralovec (Czech Republic).

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NOI

Questa stagione rischia di passare alla storia come quella della Svolta. Se il City diventerà davvero una delle potenze del calcio europeo nel giro di qualche anno tutti ricorderemo gli eventi del famoso “September 1” e faremo a gara per raccontarci le emozioni suscitate dall’arrivo degli Amici Arabi. Nonostante il tentativo di quell’autentico pagliaccio di Michel Platini di porre un freno alla possibile scalata di Mansour e della sua Blue Army, credo che da sempre nel calcio la ricchezza sia stato un fattore importantissimo, magari non condizionante come oggi ma certo decisivo. E’ sempre stato arduo vedere club di basso livello acchiappare trofei a tutto spiano. Riconosco che in Inghilterra sia successo più volte ma dobbiamo tornare indietro negli anni 70; anche la famosa magia della F.A Cup nelle ultime stagioni, se si eccettua la finale vinta dal Portsmouth contro il Cardiff l’anno scorso, si è un po’ persa e direi che l’ultima vera sorpresa sia stata la vittoria del Wimbledon contro il Liverpool nel 1988. Cosa vuole Platini allora? Porre un tetto di spesa per il mercato, porre un tetto salariale del quale si parla da decenni ma che non è mai stato applicato, estromettere dalle Coppe Europee i club con i debiti. Grottesco che queste distinte idee gli siano venute dopo la nostra trattativa per portare Kakà nell’est di Manchester! Negli ultimi 10-15 anni i club potenti (…sì, anche il Bayern di quell’arteriosclerotico invidioso di Hoeness) si sono spartiti i migliori giocatori del mondo pagandoli a peso d’oro, concedendo loro degli stipendi ridicoli per quanto alti, hanno accumulato debiti in stile “General Motors”, hanno conquistato trofei ingiustamente perché basati su finanze che non appartenevano davvero ai club e questo buffone comincia a parlare ora perché c’è un club operaio (nel senso che non appartiene al Gotha) che vuole partecipare alla festa! Anzi, non partecipare, ma vincere il Primo Premio del Concorso! Se davvero l’odioso galletto francese vuole dare una svolta al calcio europeo vietando la partecipazione e l’accesso agli sponsor ai club con i debiti, lo faccia davvero e non rompa le palle a noi che abbiamo i conti a posto! Cominci a relegare gli squadroni a fare la Coppa del Nonno finché hanno debiti e non si preoccupi del City! Il problema – suo - è che se Platini desse davvero seguito alle sue parole, la prossima Champions non solo la giocheremmo ma probabilmente la vinceremmo pure, anche con MH in panchina! Mentre prendo atto della futura situazione, mi fermo però a pensare al City ‘old style’. Maine Road, il gol di Andy Morrison contro il Colchester United nel 1997/98, Wembley 1999, il pennellone Niall Quinn che nel 1995 guida il nostro attacco, la sconfitta a Birmingham contro l’altro City nel 1996/97 per 1-2 dopo essere passati in vantaggio al minuto 89 con Shelia, il gol di Radomir Antic del Luton Town che al minuto 90 ci manda giù nel 1983, le stradine della Moss Side, Ali Benarbia, l’odore di cipolla dei banchetti in zona Kippax (che ad Eastlands non si sentono più), eccetera, eccetera, eccetera. Comincio ad essere vecchio forse ma non ce la faccio proprio a non emozionarmi. In fin dei conti chi sceglie di essere del City compie una scelta ben precisa e consapevole. Sa da che parte si è messo. Sa contro che parte si è messo. Libero arbitrio, si chiama. Sorrido al pensiero di chi ci prende in giro rinfacciandoci che non vinciamo nulla da una vita: questa gente non capisce che noi abbiamo scelto di stare dalla parte dispari del pianeta! E’stata una nostra scelta stare di qua come è stata una loro scelta stare con i più forti. Non è un merito, non è insito nel DNA tifare United, è una scelta (comoda). Potevamo benissimo farlo anche noi, ma non l’abbiamo fatto. Volontariamente. Con un paradosso: io non mi sento minimamente inferiore nonostante la differenza tra le due bacheche, anzi. Io ho un complesso di superiorità grande come una casa perché so il valore della nostra scelta. So che prima o poi saremo ricompensati. So che prima o poi la ruota girerà. E magari per cinque o dieci anni assaporeremo il gusto del Trionfo. Ma in quel momento spererò fortemente di tornare alla nostra reale dimensione: stare sulla giostra, gioire (un po’), soffrire (molto), rappresentare la città di Manchester con il nostro orgoglio da Blue Army. E magari un giorno abbattere il City of Manchester Stadium e ricostruire il Maine Road. E magari avere ancora un manager che all’ultimo minuto dell’ultima partita della stagione urla ai suoi giocatori di fare melina perché basta un pareggio per salvarsi quando invece ci serve una vittoria. E magari un giorno tornare ad essere di proprietà non di un Principe Arabo ma di un imprenditore tessile mancuniano. Della serie: l’uomo comune che vince al Casinò, si gode la bella vita per un po’ e poi torna in sé. Che bello! PS. Guardo con orgoglio la foto del mio telefono cellulare e vedo la mia figlia grande sorridere con la felpa del City addosso datata 2005, con un bel 29 sul petto. Come sapete a Manchester stampano abbigliamento griffato City con il numero degli anni senza vittorie (ora possiamo aggiornare a 33…) del club. Mi dico: quando mia figlia gira per la città con la felpa del City, mostrando fiera l’identità del papà, devo essere felice o devo rammaricarmi per ciò che soffrirà e aspettare la denuncia per abuso di minore?

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VIGILIA

Nel sito del Daily Mail c’è oggi l’ennesimo articolo dell’ottimo Ian Ladyman, cronista del City per il giornale, sui cattivi rapporti tra l’inutile idiota gallese, il nostro carissimo manager Mark Hughes e i due brasiliani Elano Blumer e Robinho. Premessa: se ad ogni giro di lancetta i media riportano contrasti, problemi e scontri tra il Capo Fabbrica del Football e due tra i suoi migliori operai non è perché tutti ce l’hanno a morte con noi in quanto ricchi o perché vogliono seminare zizzania nel nostro purissimo e candido ambientino. Nonostante la nostra improvvisa ricchezza non direi che siamo già nelle condizioni di farci odiare, dato che in campo facciamo poco più che tenerezza. Al massimo possiamo suscitare un pochino di invidia per quello che potrebbe essere ma non di più….non abbiamo certo il talento del Leeds, club che tutti sono disposti a continuare ad odiare nonostante sia in League One, come in virtù di un’eredità genetica. Sembra che i rapporti di MH, già abbastanza compromessi con Elano dall’inizio della stagione o quasi, stiano diventando difficili anche con Robinho. Elano è stato subito battezzato da MH come un uomo emblema del regime di Sven Goran Eriksson: pigro, svogliato, poco incline al lavoro e terribilmente dannoso per la salute della dressing room. Da un manager che dopo cinque minuti di insediamento a Carrington si è subito preoccupato di sputtanare la stagione scorsa (della quale Elano, tra alti e bassi, è stato protagonista) bollandola come disastrosa, non potevamo aspettarci di meglio. Io penso che entrare in un club in tackle scivolato, dal primo giorno, permettendosi di giudicare negativamente tutto e tutti, fiero e forte del proprio modo di essere, della propria dedizione al lavoro, alla disciplina, al rispetto ed in una parola alla professionalità sia semplicemente una stupidaggine. Sarebbe bastato, anche avendola sul serio quell’idea, attendere, provare a cambiare la predisposizione dell’ambiente verso la disciplina, provare a parlare con i giocatori tentando di convincerli – soprattutto quelli più bravi – ad intraprendere una strada diversa e tentando di proporre un’alternativa convincente di essere squadra. Della serie: io entro in un luogo di lavoro nuovo con tante responsabilità e per prima cosa cerco di portare dalla mia parte le persone più valide ed influenti in modo che mi aiutino ad ambientarmi e ad affermare il mio modo di essere manager. Bene, MH ha fatto esattamente il contrario ed i risultati li abbiamo davanti agli occhi. Si è praticamente messo contro non solo i brasiliani ma almeno tre quarti dello spogliatoio. Ora Ladyman scrive che Robinho si fa influenzare da Elano. Può essere vero oppure esagerato. Credo che Robinho sia grande abbastanza da essersi fatto un’idea personale del manager. Uno dei nuovi acquisti di gennaio – Given, de Jong, Bellamy, Bridge – è andato da MH, sempre secondo l’articolo del Mail, a lamentarsi dell’approccio dei due ex-Santos, suggerendo che sarebbe opportuno dare una bella sistematina alla coppia brasileira! La stessa talpa avrebbe pure aggiunto che i due paulistanos non si sono degnati nemmeno di rivolgergli la parola dal giorno del suo arrivo. Scommetto tutto, anche se appare troppo semplice, su Craig Bellamy: essendo lui un uomo di Hughes, Elano e Robinho non avranno trovato di meglio che accoglierlo in quel modo. Aspetto le vostre puntate su questa scommessa: chi dei quattro è la talpa? Per finire: credo che MH continuerà fino alla fine del suo incarico da manager a giustificare le penose prestazioni della squadra e la sua totale mancanza di carattere e chiarezza tattica dando la colpa al “sistema” ereditato da SGE. Su questo argomento non vengono accettate scommesse né puntate. Ora forza con la partita a Copenhagen.

Probabile formazione (4-2-3-1): Given; Richards-Dunne-Onuoha-Bridge; Kompany-Zabaleta; SWP-Ireland-Robinho; Bellamy.

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COPENHAGEN v CITY

Domani sera il City torna in campo per la partita di andata dei sedicesimi di finale della Coppa Uefa 2008/09. Affrontiamo in trasferta (mi viene già da ridere) il FC Copenhagen. Per la gioia di tutti noi tornerà in campo l’inutile idiota irlandese Richard Dunne (effettivamente molti tifosi inglesi, a quanto leggo, ne sentivano la mancanza) al centro della nostra impenetrabile difesa ed anche SWP sarà a presidiare la sua fascia destra a meno che l’inutile idiota gallese Mark Hughes non lo sposti a terzino sinistro. A proposito di inutili idioti: visto che ne abbiamo uno dell’Eire e uno del Galles perché non ingaggiarne anche uno scozzese ed uno dell’Ulster? Non vogliamo farci tacciare di razzismo dai cittadini delle Home Counties no? [So bene che l’Eire non fa parte delle HC…era solo una battuta] Robinho e Richards, salvo aggressioni sessuali a studentesse dell’interno nord, dovrebbero essere del match, nonostante i recenti guai fisici.

Team (from): Given, Hart, Schmeichel, Richards, Onuoha, Dunne, Kompany, Bridge, Garrido, Zabaleta, Elano, Caicedo, Ireland, Wright-Phillips, Robinho, Bellamy, Vassell, Weiss, Logan, Evans, Berti.

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NOTIZIE SPARSE

Sembra che MH stia discutendo il rinnovo del contratto di Stephen Ireland, nettamente Player of the Year (si può già ben dire). Il talento irlandese ha firmato meno di due anni fa un contratto fino al 2012 (per una cifra vicina alle 26.000 sterline alla settimana) ma già sono cominciati i colloqui per raddoppiargli lo stipendio. Ireland è migliorato da morire in questa stagione, ha sempre fornito un rendimento all’altezza, si è impegnato in tutti i match, garantendo classe, corsa, grinta, equilibrio in campo e qualche gol come ciliegina. Sarebbe una buona notizia…non bisogna dimenticare che il giocatore ha solo 22 anni!

Lo sfortunatissimo Valeri Bojinov è tornato in campo ed ha giocato 65 minuti contro l’Hull City con la squadra riserve. Anche questa è una buona notizia: è un giocatore che mi è sempre piaciuto, dal grande talento. Mi piacerebbe davvero avesse una possibilità con la nostra maglia. Anche lui è giovanissimo.

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FUORI CASA

E’ davvero molto interessante leggere i contributi di tifosi/giornalisti/appassionati a proposito del manager Mark Hughes e del rendimento della squadra in questa travagliata stagione 2008/09. Al di là del rispetto che occorre sempre avere nei confronti delle opinioni altrui c’è un parametro di riferimento che normalmente nel calcio, ma non solo nel calcio, non mente: il dato oggettivo. La squadra è inguardabile, MH non ha la minima idea di come si imposti una formazione in modo semplice, affidando ad ogni giocatore il proprio ruolo, si perde in un vortice di soluzioni (?) tattiche cambiando e scambiando posizione alla metà dei calciatori della rosa, definisce “fantastico” il rendimento casalingo (ricordiamo 5 sconfitte!). Ma c’è un dato oggettivo che è incontrovertibile: il rendimento della squadra lontano da Eastlands. Nell’ordine:

17/08 Aston Villa 2-4
31/08 Sunderland 3-0
28/09 Wigan 1-2
20/10 Newcastle 2-2
29/10 Middlesbrough 0-2
02/11 Bolton 0-2
16/11 Hull City 2-2
06/12 Fulham 1-1
21/12 WBA 1-2
28/12 Blackburn 2-2
31/01 Stoke 0-1
14/02 Portsmouth 0-2

Dodici trasferte (su un totale di 19) hanno quindi portato una vittoria, quattro pareggi e sette sconfitte. 7 punti sui possibili 36. Ma possiamo consolarci: adesso cominciano le trasferte “facili” e cioè nell’ordine: Liverpool, West Ham, Chelsea, Arsenal, Everton, Man U, Tottenham. Quanti punti possiamo fare? Uno degli appunti che si potevano certamente fare alla squadra di Eriksson era l’orrendo rendimento contro squadre più deboli ed in particolare fuori casa. Mark Hughes ha speso £130 milioni per fare molto peggio.

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EPL 25 - PORTSMOUTH 2-0 CITY


Se non fosse che stiamo sfidando qualsiasi cabala e qualsiasi calcolo delle probabilità non sarei troppo sorpreso di questa ennesima sconfitta in trasferta. Questa volta il nostro teatrino è andato in scena al sud, Fratton Park di Portsmouth per la precisione. I Pompey, allo sbando e senza manager, ci hanno tranquillamente impallinato (2-0) con reti di Glen Johnson e Hermann Hreidarsson negli ultimi venti minuti dopo che David Nugent aveva sprecato almeno tre occasioni per i padroni di casa. E noi? Inesistenti, lenti, impacciati e senza nessuna verve. City formato trasferta insomma e cioé 12 incontri, una vittoria a fine agosto e sette sconfitte. E non è che in casa facciamo molto meglio nonostante l'indifendibile manager abbia dichiarato che la nostra forma casalinga può definirsi fantastica! Niente: cambiano i giocatori, arrivano quelli che vuole lui ma la squadra semplicemente non esiste, non lotta e non gioca a calcio. Mansour è veramente tanto ma tanto ricco, altrimenti non si spiegherebbe il denaro che ha regalato ad un manager assolutamente inadeguato per la finestra di gennaio. Prossima fermata: Anfield.

Portsmouth: James, Johnson, Campbell, Distin, Hreidarsson, Pennant (Belhadj 86), Basinas (Mullins 67), Davis, Kranjcar, Crouch, Nugent.
Subs Not Used: Begovic, Pamarot, Utaka, Kanu, Gekas.
Booked: Hreidarsson.
Goals: Johnson 70, Hreidarsson 75.

Man City: Given, Logan, Kompany, Onuoha, Bridge, Zabaleta (Evans 78), De Jong, Ireland, Elano, Bellamy, Robinho (Caicedo 66). Subs Not Used: Hart, Garrido, Fernandes, Berti, Weiss. Booked: De Jong, Ireland, Bellamy.

Att:
20,018

Ref:
Lee Probert (Wiltshire).

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PREVIEW: P'MTH v CITY

Il neo acquisto dei Pompey Jermaine Pennant è pronto a darci scacco domani nel recupero di Fratton Park. Papa Bouba Diop e Richard Hughes sembrano fuori causa ma hanno recuperato Armand Traore, Mark Wilson e Younes Kaboul. SWP comincia le sue tre giornate di squalifica per il calcio a Delap durante l'indegna trasferta di Stoke. Fortunatamente è confermata la squalifica dell'inutile idiota irlandese ma purtroppo è l'ultima giornata di sospensione.

Portsmouth v Manchester City
Venue: Fratton Park
Date: Sabato, 14 febbraio 2009
Kick-off: 16 ora italiana

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NIENTE PIU' SCUSE

Mark Hughes ha impiegato il suo tempo in un duplice compitino da quando si è insediato al City of Manchester Stadium: da un lato criticare la squadra e la concezione di calcio ereditata da Sven Goran Eriksson - bollata come debole e semplicemente inadeguata rispetto alle esigenze della Premier League - e dall'altro presentare una squadra con un rendimento ben peggiore ed un'identità tattica ai limiti del demenziale. Penso sempre non sia semplice arrivare a trasformare un club mediocre come il City in un club di alto livello ma sono convinto che MH non abbia scelto il modo giusto per farlo, almeno fino ad ora. Sicuramente al suo arrivo ha trovato una rosa composta da calciatori di tutti i generi, difficile da amalgamare: alcuni erano stati acquistati da Stuart Pearce, altri da SGE, altri ancora provenivano direttamente dalla Academy e solo tre erano arrivati per mano sua e cioé SWP, Zabaleta e Kompany, non potendo ascrivere l'arrivo di Robinho ad una logica calcistica dipendente dai voleri del tecnico. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il City veleggia mestamente a metà classifica dopo essere anche rimasto impelagato nei bassifondi, è stato fatto brutalmente fuori dalle coppe nazionali da due club di lega inferiore, è in corsa in Uefa dopo aver scampato il pericolo danese la scorsa estate, gioca malissimo, è schierato peggio, non migliora la continuità né il livello di gioco nonostante i mesi di teorico allenamento e ha continuato a schierare giocatori francamente impresentabili a questi livelli: Dunne (ovviamente su tutti) ma anche Vassell, Ball, Garrido, Benjani, Gelson, etc. Tutto questo è negabile?
Gli arabi hanno incredibilmente tenuto in panchina il gallese, concedendogil pure il lusso di rinforzare la rosa spendendo un sacco di soldi e sono arrivati a gennaio quattro giocatori, tutti fortissimamente voluti da Hughes: Wayne Bridge, Nigel de Jong, Craig Bellamy e Shay Given. Se si eccettua l'affare Kakà, l'unico vero e proprio "fallimento" di mercato è stato il mancato arrivo di Roque Santa Cruza dal Blackburn o comunque di una punta centrale. Mi è parso giusto resistere alle esose voglie di Big Sam e non cedere alle richieste di £25 milioni, troppi per un buon attaccante ma nulla più. E' vero, resta il vuoto tatticamente (a parte l'acerbo Felipe Caicedo) non ne abbiamo di attaccanti di peso) ma non potevamo spendere tutti quei dindi per RSC, neanche noi! Ora gli uomini di MH nella rosa sono numericamente e quantitativamente preponderanti: il loro tratto comune non è tanto quello di essere stati acquistati direttamente dal manager quanto quello di avere caratteristiche tecnico-tattiche comuni che, opportunamente miscelate, possono essere complementari per alzare il livello della squadra. Questi calciatori hanno un'età compresa tra i 22 ed i 29 anni (Given a parte ma è un portiere), una discreta esperienza internazionale con almeno 25 presenze nelle rispettive selezioni (tranne Zabaleta, 8) e con stagioni di Champions alle spalle (sempre tranne Pablito che però ha giocato in Coppa Uefa) ed in particolare sono tutti piuttosto veloci/forti fisicamente e competitivi atleticamente. Certo che queste sono caratteristiche apprezzate da tutti i manager ma a ben guardare ognuno degli allenatori cerca qualcosa in particolare sul mercato: SGE cercva giocatori di talento ed esperienza all'estero, Wenger cerca normalmente giovanissimi da crescere in particolare in Francia e Spagna, David Moyes è solito setacciare la Football League e dunque le serie inferiori, Keegan voleva - ahinoi - solo le vecchie glorie o quasi, etc. Sono generalizzazioni ma nemmeno tanto. Ora a Carrington ci sono sette giocatori in particolare che possiamo definire "uomini di Hughes": Given, Kompany, Bridge, Zabaleta, SWP, de Jong e Bellamy. Aggiungo Ireland: è vero che sta maturando come età ma è pure vero che non aveva mai giocto così bene con questa continuità e che MH si è impuntato la scorsa estate bloccandone la cessione al Sunderland quando quel genio di Cook lo aveva già piazzato sul treno per il nord. Oggi Stephen è il fulcro della squadra ed è uno dei pochi a garantire sempre impegno, grinta, determinazione e grande qualità.
A questo punto, sebbene la stagione sia compromessa, c'è modo e modo di terminare. Possiamo vivacchiare, ottenendo una vittoria ogni 3 o 4 gare, un paio di pareggi per fermare l'emorragia fuori casa, cambiare continuamente modulo e giocatori impiegati e rinunciare definitivamente a fornire una migliore versione di noi stessi. Oppure possiamo sensibilmente migliorare le nostre performance, crescere di partita in partita, aumentare l'intesa e la qualità di gioco, smettere di perdere in trasferta e magari cominciare a vincere qualche volta, renderci onore in Uefa ed avvicinarci il più possibile al sesto posto dal quale distiamo 9 punti (Everton, 40) con un match da recuperare (domani a Portsmouth contro una squadra nel caos che ha già cambiato due volte il tecnico in questa stagione).
MH ha plasmato la rosa e soprattutto il gruppo dei probabili titolare come mai finora. Ovvio, ci sono ancora giocatori non scelti da lui (ma Elano è proprio irrecuperabile???!?) ma credo che quei sette e Robinho giocheranno la maggior parte delle gare di qui alla fine.
Avremo qualche gioia da questa tribolatissima stagione?

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MANCHESTER CITY 2-0 ITALIA


Non ho visto la partita di ieri sera tra Brasile ed Italia, giocata all’Emirates, perché non amo troppo queste amichevoli tra nazionali. Ho visto però gli highlights ed ho letto i commenti. Ebbene il redivivo Elano Blumer e Robinho hanno dato spettacolo davanti ad un pubblico abituato al bel calcio e non so se ridere o piangere. I sentimenti sono ovviamente contrastanti: gonfiare il petto davanti alla grande dimostrazione di tecnica e brillantezza dei due nostri brasiliani, prevedendo per il futuro mirabilie e vittorie in goleada o masticare amarissimo pensando a come questi due giocatori passeggiano per il campo quando vestono la nostra gloriosa maglia? E’il Brasile a rivitalizzare i giocatori con il suo ambiente bailado ed il suo football danzante o è il City, grigio e cupo come la meravigliosa Manchester, ad intristire questi autentici funamboli della pedata? Dunga è forse un tecnico geniale o semplicemente Hughes non è capace di coccolare, valorizzare i grandi giocatori, progettando e realizzando un sistema di gioco che li esalti? Forse di tutto un po’? Robinho è sempre stato un fenomeno, almeno tecnicamente. Probabilmente non ha la testa in perfetta convergenza perché altrimenti non si spiegherebbero alcune sue scelte professionali né alcuni suoi atteggiamenti, tralasciando i noti problemi giudiziari che ormai riguardano la metà dei calciatori della Premier League. Ma perché quando gioca con noi spesso sembra Fantozzi e ieri sera sembrava, appunto, Robinho?

Elano è un grande giocatore solo con i piedi, per me. Chi può mettere in dubbio la sua magistrale tecnica? Chi può sindacare sulle sue qualità individuali? Chi però può negare le sue pause, i suoi molti momenti no, la sua sostanziale inutilità nel nostro sistema (?) di gioco? MH non lo valorizza? Probabilmente. Lui però non è certo un gladiatore né un trascinatore. Se ora si è rinfrancato, lo dimostri in allenamento e pretenda un posto in squadra. Con i fatti, non a parole. Dimostri di valere un posto in questo City! Data la concorrenza non dovrebbe essere proibitivo…

Se ripenso alla partita di Stoke (e a mille altre…) mi vien da piangere.

Nel weekend scendiamo nuovamente a Fratton Park sperando che la neve stavolta ci dia tregua. Parlando con Matteo (che ha problemi di connessione e quindi al momento non può scrivere) lui mi ha fatto notare la migliore disposizione possibile che potremmo schierare contro il Portsmouth nel recupero, mancando SWP: Given, Zabaleta-Richards-Onuoha -Bridge, De Jong e Kompany in mezzo, Elano-Ireland-Robinho a supportare Bellamy. 4-2-3-1. Matteo poi ha chiuso il discorso facendo autoironia e dicendo che sicuramente MH avrebbe rimesso in mezzo alla difesa Lardon….purtroppo temo che abbia ragione visto che Kompany ha saltato l’amichevole del Belgio contro la Slovenia causa infortunio (anche se credo anche che Lardon abbia preso 4 giornate e non le solite 3).

Vi abbraccio!

PS. Il Guardian ha pubblicato un dato sulla prestazione di Nigel de Jong contro il Boro: 51 passaggi corretti su 54. Non male per un centrocampista di filtro; vuol dire che si può contare anche per rilanciare l’azione. Speriamo continui così.

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EPL 24 - CITY 1-0 BORO


Ciao a tutti! Intanto mi scuso per non aver aggiornato il blog nelle ultime settimane ma ho cambiato lavoro e non sono riuscito ad avere il tempo necessario. Sarebbero molti gli argomenti da trattare, data la pausa di commenti, ma sarà meglio concentrarsi sui più importanti. Dopo l'imbarazzante sconfitta a Birmingham contro il WBA prima di Natale (1-2), nelle ultime sei partite di campionato il City ha ottenuto quattro vittorie (Hull, Newcastle, Wigan, Middlesbrough - tutte in casa) un pareggio raggiunto nel finale (a Blackburn) ed una delle solite incredibili sconfitte a Stoke, avendo giocato un'ora in superiorità numerica. Che significato possiamo dare a questo scorcio di campionato? Uno solo: siamo praticamente fuori dalla lotta per non retrocedere e questo è davvero un sollievo. Ieri battendo il Boro ad Eastlands (1-0) con il secondo gol di Craig Bellamy abbiamo - forse! - messo la parola "fine" ai nostri problemi di classifica. Possiamo aggiungere che la nostra stagione stia per prendere una piega finalmente soddisfacente, dopo tutti i problemi? Risposta: NO. No, perché siamo riusciti nella leggendaria impresa di farci bastonare in casa dal Nottimgham Forest in FA Cup! Prendiamo per buona la vittoria di ieri contro il Boro per vari motivi. Intanto la squadra non ha subito reti. Abbiamo concesso qualche bella occasione agli uomini di Southgate ma il nostro nuovo portiere Shay Given ha sfoderato interventi da vero "guardiano del faro" mostrandoci la differenza tra un grande 'keeper ed uno buono come Hart. Given è stato l'ultimo acquisto del mercato di gennaio per noi e molti si sono chiesti se fosse davvero quella del portiere una delle nostre priorità. Probabilmente no ma certamente Given è più forte di Hart. Quindi in porta siamo migliorati, è un fatto. Ieri ci siamo schierati con Kompany ed Onuoha in difesa (Lardon è per fortuna squalificato), De Jong in mezzo a supportare Stephen Ireland vero e proprio faro della squadra. La chiarezza tattica non è ancora raggiunta per questa stagione dati gli acquisti e non lo sarà per niente, almeno fino al prossimo campionato. Bellamy è un bel giocatore, certo meno affascinante di un Kakà ma molto utile alla causa. Non è un fenomeno ma credo che se l'anno prossimo dovessimo fare investimenti su punte di "grido" lui potrebbe comunque far parte della rosa degli attaccanti. Ieri il gallese ha risolto il match con un bellissimo gol, frutto di uno scatto sulla destra e di un gioco di prestigio che ha eluso l'intervento del difensore al minuto 51. Nel frattempo Jo è andato in prestito all'Everton (ieri due reti al debutto di Goodison Park contro il Bolton, il doppio di quelle realizzate ad Eastlands in cinque mesi di Premier....) e non si è concretizzata per fortuna la trattativa per portare Roque Santa Cruz a Manchester. Roque è certamente un buon giocatore, le sue caratteristiche sarebbero state più utili di quelle di Bellamy perché ci manca un giocatore di peso là davanti ma £25 milioni sarebbero stati, anche per gli arabi, una cifra assurda per un giocatore ottimo ma non certo un fenomeno. E poi la stagione è compromessa: teniamoci i 25 milioni e cerchiamoci un vero fenomeno per l'attacco in vista della prossima stagione. A presto, ciao blues!

Man City: Given, Richards, Onuoha, Kompany, Bridge, Zabaleta, De Jong, Ireland, Wright-Phillips, Bellamy, Robinho (Caicedo 83). Subs Not Used: Hart, Elano, Vassell, Garrido, Fernandes, Evans.
Goals: Bellamy 51.

Middlesbrough: Jones, Wheater, Riggott (Hoyte 68), Huth, Pogatetz, Adam Johnson (Sanli 74), Bates, Digard (O'Neil 60), Downing, Alves, King. Subs Not Used: Turnbull, Emnes, Shawky, Arca.

Booked: O'Neil.
Att: 40,588
Ref: A Mariner (Coventry).


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CHI E' CHE CI ODIA COSI' TANTO?

Capitolo Kakà. Ad un passo dalla conclusione dell'affare del secolo, il trasferimento ad Eastlands è saltato. I motivi non li sapremo mai e certamente perdiamo il nostro tempo ad ascoltare le varie versioni ufficiali, secondo me. Dunque: pare che il City abbia contattato il Milan per colloqui confidenziali intorno all'inizio di novembre scorso. Evidentemente questi "talks" sono andati avanti perché qualche giorno fa la dirigenza del Milan aveva pubblicamente ammesso di aver trovato l'accordo con i blues per più di £100 milioni. Mancava solo il sì del brasiliano. Nel weekend tutti i media del mondo hanno dato per fatto l'affare, mancavano solo alcuni dettagli sui diritti di immagine e per questi si sarebbe aspettato il lunedì per l'arrivo a Milano (e non a Manchester come era sembrato) del papà di Kakà. Poi boom! Affare saltato, niente Eastlands per il 22 paulista. Tralasciando le scelte del cuore, tralasciando le pressioni politiche evocate da Cook, tralasciando il "ruolo decisivo" giocato dai tifosi italiani, perché non è andata? Il mio parere è questo: siamo semplicemente improponibili tecnicamente, in questo momento. Ma quali scelte del cuore: ovviamente Kakà era a conoscenza da mesi della trattativa e dunque se essa è andata avanti lui era più che consapevole dell'imminente trasferimento a Manchester. Anzi, non consapevole ma consenziente. Attirato dai soldi, certo, e da che cosa altrimenti? Ok, dal Progetto Arabo Futuro ma attualmente più che altro dal denaro. Leggere che Kakà non ha pensato nemmeno trenta secondi di andare al Manchester City qualifica come idiota sia chi queste parole le ha pronunciate (e sappiamo tutti chi sia) sia chi ci ha creduto. Il ruolo dei tifosi? Mi viene ancora più da ridere! Come possiamo credere che un affare da £120 milioni possa essere fatto saltare da quattro piagnoni sotto un balcone o dentro uno stadio? A quanto mi risulta ci riuscirono solo i tifosi della Lazio nel 1995 per bloccare il passaggio di Giuseppe Signori al Parma per soli 25 miliardi di lire! E Beppe non avrebbe guadagnato che 1/1.000.000 di quello che Mansour avrebbe dato a Kakà. E le pressioni politiche? Ma dài Cook! Smettila! Dopo aver pensato a tutto quel denaro, il 22 brasiliano ha pensato anche che ora come ora il City è praticamente una non-squadra, guidata da un non-tecnico, composta per la maggior parte di non-giocatori. E si è spaventato. Ma comunque non basta neanche questo per conoscere tutta la verità perchè come dice il grande intenditore e giornalista di basket Federico Buffa intervenuto sulla vicenda "te ne accorgi a trenta secondi dalla firma che il Manchester City non è la tua carriera?". Ha ragione, da vendere!
I nuovi acquisti.
Dopo Bridge, ecco Craig Bellamy, onesto attaccante nonché attempato, pagato £15 milioni!!! Acquisto demenziale! Certo: magari discreto giocatore ma per quella cifra! E poi: non avevamo già abbastanza seconde punte o giocatori simili in rosa? Per dire: Jo, Robinho stesso, Sturridge, Vassell (si fa molto per dire in questo caso). L'Elano dell'anno scorso messo a vagare dietro Mpenza non fungeva da seconda punta di fatto? Con caratteristiche diverse da Bellamy certo ma più o meno la zona d'opera non è quella? Mah...
Nigel de Jong: centrocampista di rottura, olandese, 24 anni, credo bravo anche se non lo conosco, proveniente dall'Amburgo. Pagato £18 milioni! Si sarebbe svincolato a giugno per £1,8!!!
Lo spogliatoio.
Robinho è scappato dal ritiro di Tenerife senza dire nulla a nessuno. Sarà multato, pare. Robinho sta dimostrando in Inghilterra ciò che ha dimostrato a Madrid: grande tecnica, grande rompicoglioni, umorale, mai a posto. Non è un trascinatore, non ha il carattere dei Grandi e nemmeno pari ai suoi mezzi tecnici che sono enormi. Il "capitano" ha dichiarato invece che lui non è preoccupato né del mancato arrivo di Kakà nè della fuga di Robinho. Ma troviamo qualcuno che lo riempie di botte prima o poi? Anche se basterebbe trovare un manager vero che lo lasciasse a Tenerife!
Ciao, blue brothers.

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VATTENE


E' emerso intanto un interessante dato statistico sull'inutile idiota al quale un altro inutile idiota ha affidato la fascia di capitano della nostra squadra: Richard "Lardon" Dunne ha raggiunto l'invidiabile record di ottenere la vetta dei cartellini rossi e delle autoreti nella storia della Premier League! Ha siglato ben sei autoreti in carriera (alla pari con Jamie Carragher e Frank Sinclair) ed ottenuto otto espulsioni con quella di ieri, raggiungendo Duncan Ferguson e Patrick Vieira. Fino a quando dovremo sopportare questo soggetto??? Mansour, aiutaci tu a risolvere il problema! Portalo a Dubai per sempre!

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KAKA' UPDATE

Nulla di nuovo, oggi. Ma nonostante il clamore sulla trattativa per portare ad Eastlands Ricardo Kakà, nonostante le polemiche italiane sul come sia possibile che un giocatore tale possa concedersi ad un club tale, i lavori sono molto più che in corso. Non credo però che lunedì possa essere davvero decisivo: il papà del calciatore sarà a Manchester ma dubito che si possa chiudere. Vedo in tv i giornalisti milanisti piangere come se fosse già scritta la cessione immediata al City del fantasista di Sao Paulo. In realtà come ha ammesso ieri Hughes in sala stampa e come era facile prevedere la "trattativa è complessa e non dobbiamo avere fretta. Dal punto di vista professionale mi piacerebbe allenare un giocatore così ma la società deve rispettare i tempi fisiologici di un contratto del genere. Ci sono tantissimi elementi da considerare".
Le considerazioni sul "club che non esiste" dei media italiani sono come sempre demenziali: il City esiste eccome, ai più alti livelli, se non altro in virtù della fortuna che ha avuto di essere comprato dallo sceicco della Famiglia Reale di Abu Dhabi. Talmente ovvio da sembrare stupido sottolinearlo. Devo dire che anche il Milan ai tempi dell'arrivo di Berlusconi (1986) non era più il club smagliante degli anni 60 ed allora sembrava a tutti incredibile che un calciatore potesse scegliere i rossoneri piuttosto che, ad esempio, la Juventus. Erano i soldi a fare la differenza, come oggi. Detto tra noi: finché non vedrò Kakà al City of Manchester Stadium con una maglia celeste addosso non ci crederò ma ormai è una questione di tempo: se non sarà Kakà oggi, sarà un altro Fenomeno domani. Anzi, più di un fenomeno. I vari "opinionisti", i vari "pennivendoli" che scrivono lettere a Kakà sui giornali per spiegargli che il City non è importante, si rassegnino...

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EPL 21 - CITY 1-0 WIGAN

Una vittoria fondamentale nella corsa alla salvezza, quella di ieri pomeriggio ad Eastlands. I blues battono il gradevolissimo Wigan Athletic grazie al primo gol in Premier League di Pablo Zabaleta al minuto 53 nonostante l'ennesimo atto sciagurato di un uomo che non vorrei mai più vedere nella nostra amata squadra, il cosiddetto capitano Richard "Lardon" Dunne. Un minuto dopo la rete del vantaggio, a mio avviso tutt'altro che meritato, questo idiota dalle proporzioni olimpiche ha pensato bene di scalciare l'egiziano Zaki sotto il naso dell'arbitro Mason. Naturalmente il direttore di gara non ha potuto esimersi dal cacciare dal campo Dunne. La squadra in dieci uomini ha arretrato in modo brutale il proprio baricentro, come in preda ad una follia collettiva alla quale ha partecipato il pubblico che in modo ingeneroso ha preso a fischiare sia l'arbitro che l'attaccante del Wigan. In realtà l'espulsione è sacrosanta. I dieci che sono rimasti in campo hanno per una volta lottato degnamente e con molta fortuna sono riusciti a portare a casa i tre punti che credo saranno fondamentali nella corsa alla tranquillità.
Il primo tempo è stato condotto per la prima parte dal nostro City, con ritmi però troppo lenti per poter creare pericoli con continuità. Dietro ha fatto il suo (buon) debutto Wayne Bridge, schierato ovviamente a sinistra insieme all'indegno Dunne, Richards ed al rientrante Nedum Onuoha, a centrocampo Zabaleta (spostato avanti di qualche metro), SWP, Kompany, Elano con Robinho ad appoggiare Daniel Sturridge. Nella prima parte Robinho si è mangiato abbastanza clamorosamente almeno due reti su passaggi di Elano ma dopo queste due estemporanee occasioni il Wigan ha preso in mano il match, forte della maggiore organizzazione tattica e del maggior ordine. Noi come sempre abbiamo dimostrato di avere giocatori di valore in squadra ma di non avere una parvenza di idea tattica di base, di ritmo, di voglia di vincere.
Nella ripresa, come un fulmine a ciel sereno è arrivato il gol di Zabaleta con un bel tiro alla sinistra del portiere Kirkland dopo un buon lavoro sulla fascia destra di Sturridge. Sembrava mettersi sul binario giusto il match fino a sessanta secondi più tardi quando l'inutile idiota che porta addirittura la fascia al braccio si è fatto cacciare in modo ignobile come detto. In dieci abbiamo tirato indietro l'asse della squadra, provando con ripartenze a quel punto improbabili data la distanza tra colui che recuperava la palla e la porta avversaria.
Note positive: vittoria importantissima per la classifica, l'idiota squalificato per tre partite, dieci giorni a disposizione per preparare un altro match di grande importanza contro il Newcastle United, dieci giorni a disposizione per comprare qualche altro calciatore....

Man City: Hart, Zabaleta, Onuoha, Dunne, Richards, Bridge, Wright-Phillips, Kompany, Elano, Robinho, Sturridge (Garrido 62). Subs Not Used: Schmeichel, Vassell, Jo, Fernandes, Caicedo, Weiss.
Sent Off:
Dunne (54).
Booked: Robinho.
Goals: Zabaleta 53.

Wigan:
Kirkland, Melchiot, Bramble (Camara 87), Scharner, Figueroa (Kapo 74), Valencia, Palacios, Cattermole, Taylor (De Ridder 58), Heskey, Zaki. Subs Not Used: Kingson, Edman, Brown, Boyce.
Booked: Cattermole, Bramble, Palacios, Kirkland.
Att: 41,262
Ref: Lee Mason (Lancashire).


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NIGEL DE JONG

Un'altra voce di mercato: il City ha puntato gli occhi su Nigel de Jong, centrocampista dell'Amburgo. L'offerta si aggira intorno ai £15 milioni e la società tedesca ha confermato di averla ricevuta e di volerne parlare con l'olandese. Il giocatore ha dichiarato: "Devo considerare cosa sia meglio per il io futuro e ponderare bene la cosa. Mancano ancora due settimane alla fine del mercato. Non so ancora cosa accadrà". De Jong è un centrocampista roccioso, capace di fare un grande filtro a centrocampo. Insieme a Kompany potrebbe costituire la diga che ci serve là nel mezzo. La sua carriera è cominciata nel grande Ajax e si è sviluppata all'Amsterdam Arena per tre anni e mezzo. Nel gennaio 2006 è passato all'Amburgo (stessa squadra di Kompany) collezionando 81 presenze in totale ed ottenendo anche una maglia della nazionale orange, mettendo insieme 30 presenze.

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PREVIEW: CITY v WIGAN

Robinho torna a disposizione per l'incontro casalingo - fondamentale - contro il Wigan Athletic dopo l'infortunio alla caviglia mentre SWP proverà prima del match per verificare il suo stato di salute. Il neo acquisto Wayne Bridge dovrebbe fare il suo debutto ad Eastlands. Stephen Ireland è squalificato mentre Didi Hamann comincia il suo recupero dopo il brutto infortunio al dito del piede (non credo che lo rivedremo mai più con la nostra maglia). Il manager del Wigan Steve Bruce non ha problemi particolari: Olivier Kapo e Michael Brown spingono per un posto da titolare.

Man City (from): Hart, Schmeichel, Zabaleta, Onuoha, Richards, Dunne, Bridge, Ball, Ben Haim, Garrido, Wright-Phillips, Kompany, Fernandes, Elano, Robinho, Vassell, Jo, Caicedo, Sturridge, Berti.

Wigan (from): Kirkland, Melchiot, Bramble, Scharner, Figueroa, Valencia, Cattermole, Palacios, Taylor, Heskey, Zaki, Boyce, Brown, Koumas, Edman, Camara, Pollitt, De Ridder, Kapo.

Manchester City v Wigan Athletic
Venue: City of Manchester Stadium
Kick off: Sabato 17 gennaio 2009, ore 16 (in Italia)
TV: Diretta Sky Calcio 3 (canale 253)

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RICARDO KAKA'


Dopo quasi due decenni di cittadinanza non nascondo che ieri sera il mondo mi è sembrato capovolto. Quanto sono lontani i tempi in cui boccheggiavamo tra la massima serie e le serie inferiori! Quanto sono lontani i tempi in cui i giocatori più mediocri al mondo ci snobbavano. Mamma mia! Ieri sera ho seguito lo speciale di Sky Sport 24 ed era tutto un parlare di noi. La notizia è nota ormai a tutti: il Milan ha formalmente accettato la nostra proposta di oltre 100 milioni di sterline per Ricardo Kakà, uno dei due-tre giocatori più forti del mondo. Quando un club come il Milan concede il permesso di parlare con lo staff del calciatore significa in modo chiaro che il dado è tratto. Ora si attende il papà del brasiliano a Manchester per definire i dettagli di un accordo pari a £15 milioni più sfruttamento dei diritti di immagine. Cercheranno, i nostri dirigenti, di vendere il club a Kakà, illustrando il Progetto. Mi viene da ridere a sentire i soloni di turno scandalizzarsi per le cifre astronomiche proposte da Mansour. Mi viene ancora più da ridere a leggere che ormai nel calcio valgono solo i soldi. E' così da almeno 25 anni o forse più. L'unica differenza ad esempio tra noi ed il Milan di inizio era-Berlusconi è questa: noi siamo solo molto ma molto più ricchi. Quando il Milan comprò Lentini negli anni 90 arrivò ad offrire una cinquantina di miliardi di lire, oggi nel mondo globalizzato in cui viviamo si è soltanto alzata l'asticella. Kakà potrebbe arrivare a Manchester forte del Progetto di Grandezza degli arabi. Il signor Boban se ne faccia una ragione. I nostri dirigenti avranno rassicurato il brasiliano sui nuovi acquisti che intendono fare. Pare che Garry Cook abbia in mano qualcosa come 600 milioni di euro da spendere subito. Si ventila una proposta di 5 milioni di euro per Marco Materazzi. Chissà. Forse avete ragione voi: sono troppo pessimista. Forse sono scottato da decenni di magre. Cercherò di godermi il momento perchè, a questo punto e fino a prova contraria, mi sembra difficile che l'affare non si faccia. Ma ora battiamo il Wigan, che diamine! Voglio allontanarmi subito dai bassifondi. Keep the faith, blue brothers. PS: forse il probabile arrivo di Kakà è una doppia dichiarazione di intenti: non vorranno mica far gestire un talento del genere a Hughes?!?

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MAH...

Suppongo che possa sembrare strano non aggiornare un blog del City in questo pazzo mese di gennaio. Nella prima metà del mese di mercato si sono accavallate voci sul possibile acquisto di una settantina di calciatori. Abbiamo fatto offerte, tra le altre, per Roque Santa Cruz, Craig Bellamy, Scott Parker, tutte puntualmente rifiutate. Negli ultimi due giorni i media planetari sono pieni di aggiornamenti e breaking news sull'offerta di 100 milioni di euro al Milan per Kakà. Sinceramente, tutto ciò non mi appassiona. L'essere il club più ricco al mondo ha purtroppo qualche conseguenza negativa, al momento: chiunque si sente in diritto/dovere di valutare il doppio il valore dei propri giocatori cosicché noi dovremmo svenarci per comprare giocatori buoni ma assolutamente non degni di certe cifre. Gli Hammers vogliono £15 m per Bellamy! Ma si può? No, credo di no. La telenovela Kakà è ora come ora ridicola. Siamo 15° in Premiership al momento e con una situazione ambientale non tranquilla. Siamo seriamente impelagati nei bassifondi della classifica e Bridge a parte, il mercato interno ci sta strozzando e non siamo riusciti a comprare giocatori per rinforzare una rosa semplicemente non all'altezza. Nel weekend ci aspetta il Wigan e la partita non è facile. Si può far finta di nulla e leggere di Kakà ogni cinque minuti? Poi: è una strategia corretta quella di partire dal vertice comprando fenomeni senza avere la minima parvenza di uno straccio di fondamenta? Mark Hughes ed il suo vice Bowen farebbero bene a concentrasi sul Wigan anziché su un improponibile acquisto di Kakà a gennaio "per averlo a disposizione" per il match contro il Newcastle a fine mese". Ribadisco: sarò pessimista ma sono molto preoccupato. Non vorrei diventare lo zimbello d'Europa. Almeno, non più di così. A presto, Dario

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SAGA DI GENNAIO - 2

Fa piacere sapere che nessuno a Manchester sia preoccupato della situazione di classifica: le pagine dei giornali sono piene di indiscrezioni di mercato sul possibile arrivo di un centinaio di giocatori circa e sullo sfacelo totale dello spogliatoio. In realtà la costante ricerca di giocatori per migliorare una squadra che semplicemente è diretta male e gioca peggio ed uno spogliatoio spaccato ai limiti della decenza sono spie accese di uno stato di cose molto preoccupante. Nel weekend scendiamo niente meno che a Portsmouth per affrontare una squadra che appena qualche mese fa abbiamo umiliato (6-0) e che vorrà gustarsi la vendetta nel modo più bello cioé battendoci e avvicinandosi ancora di più alla zona retrocessione. Sicuri assenti SWP e Ireland: non c'è da star allegri. A proposito di SWP pare che possa rientrare dopo due o tre settimane e non dopo almeno cinque come inizialmente preventivato. SWP salterà quindi Portsmouth (fuori) e Wigan (casa) per poi tornare a disposizione per il Newcastle. Saranno partite fondamentali e abbiamo bisogno di SWP: speriamo bene. Gli articolisti mancuniani parlando di questo ciclo di partite alludono ad un'occasione per scalare la classifica e raggiungere la parte alta della stessa mentre io mi guardo le spalle alla grande. Questa squadra è talmente insulsa che salvare la pelle è, IMHO, l'unico obiettivo.
Parlando di mercato invece giungono dalla Catalogna le notizie di un rifiuto del FC Barcelona ad un'offerta di £24 milioni del City per Yaya Touré (ce lo vedete Tourè che lascia la squadra attualmente più forte d'Europa per venire al City???), dal sud dell'Inghilterra le voci di un interessamento del City per David Bentley del Tottenham (sarebbe geniale acquistare un giocatore nel ruolo di SWP e considerato lo staff tecnico che abbiamo non è nemmeno così impossibile....), il sussurro di un'offerta - poi smentita - di £ 8 milioni per Shay Given. Notizia ufficiale invece è questa: il Blackburn ha rifiutato un'offerta per Roque Santa Cruz a detta di MH "decisamente più significativa" di quella precedente e cioé dei £12 offerti in agosto. Hughes ha anche ammesso di aver fatto offerte per Scott Parker e Craig Bellamy. Io dico: ma Roque Santa Cruz vale tutti quei soldi? E soprattutto: perché lasciare a Hughes l'opportunità di spenderli, i soldi?

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DEBOLI NELLA TESTA, NEL CORPO, NELL'ANIMA

MCFC 0-3 NOTTM FOREST: Weak in mind, body and soul. A day in the life of Manchester City di Ian Ladyman (Daily Mail). *

La vera esplosione di rabbia di Mark Hughes dopo la sconfitta del City in F.A Cup contro il Nottingham Forest non è avvenuta nello spogliatoio ma nelle segrete stanza dirigenziali. I giornalisti che hanno atteso un'ora per parlare con Hughes dopo il fischio finale dell'arbitro erano certi che il manager stesse lavando qualche panno sporco in famiglia e si stesse togliendo qualche sassolino dalla scarpa con i suoi giocatori. Invece Hughes stava procedendo velocemente verso gli uffici per parlare con i dirigenti del club, rei a suo parere di non aver affrontato in modo sufficientemente risoluto il mercato di gennaio. Dopo aver presentato allo stadio il neo acquisto Wayne Bridge, Hughes si è detto frustrato per non aver potuto presentare anche gli altri giocatori obiettivi di mercato come Roque Santa Cruz, Scott Parker, Kolo Tourè e Craig Bellamy insieme al nazionale inglese. Il gallese ha detto di comprendere le difficoltà del mercato ma ha ricordato a Garry Cook e Paul Aldridge di aver più volte chiesto i nuovi acquisti nella prima settimana di gennaio; ha ripreso in modo energico il concetto sabato al termine del match chiedendo loro di fare tutto ciò che possono per acquistare quegli uomini, a detta sua indispensabili per risalire la china. Con un match determinante a Portsmouth domenica prossima, che sarà affrontato senza SWP infortunato e con Ireland squalificato, Hughes ha detto ai suoi datori di lavoro che il tempo per le trattative condotte di fino è terminato: occorre ora andare al sodo. Chi può biasimarlo? [!!! ndr] Il modo con il quale il City si è arreso ad una mediocre squadra di Championship è il biglietto da visita peggiore di una squadra debole nella mente, nel corpo e nell'anima. Non si può andare avanti così: se i dirigenti hanno davvero la fiducia in Hughes che dicono di avere allora devono subito cominciare a dimostrarlo nell'unica via possibile: dandogli i soldi per il mercato. Pare che Hughes non si sia nemmeno particolarmente infuriato sabato: il gallese è sbalordito del fatto che molti giocatori, consapevoli di non avere futuro a Manchester, gli si parano davanti senza nessuna voglia di riscatto, apatici e senza emozioni. Sabato un giocatore che ha giocato un ruolo determinante in questa caduta libera, è stato visto ridere e scherzare nella doccia con un suo compagno di squadra. Qualche tempo prima alcuni giocatori, tra cui in particolare Elano e Tal Ben Haim, hanno convocato una riunione con i compagni per contestare le tattiche di Hughes. Un altro giocatore - non più nella rosa - si è recato poco tempo fa da Garry Cook per lamentarsi, senza successo, del manager. In un contesto del genere è evidente che Hughes voglia stravolgere la rosa e rivoluzionarla. Michael Ball, Elano, Didi Hamann e Jo non figurerebbero nella squadra ideale di Hughes. Il manager ha portato il suo messaggio anche a Simon Pearce, l'influente uomo d'affari al fianco del Presidente del Club, Khaldoon Al Mubarak, in un meeting lo scorso martedì. Pearce ha avuto solo buone notizie per Hughes: la proprietà del club si è resa conto delle lacune della squadra è si è detta pronta a sistemare le cose. Per ora Sparky non ha preso alcuna colpa per la situazione.

*Questo articolo ha avuto notevole risalto in Inghilterra: forse il giornalista ha qualche gola profonda all'interno del club e dello spogliatoio. Supponendo che sia vicino alla verità ciò che è stato scritto io mi dico:
  • può MH lamentarsi perché i dirigenti non hanno già effettuato gli acquisti di gennaio?
  • può il City essere ridotto in questo stato, in campo e fuori?
  • di chi è la reponsabilità se non dei dirigenti, dello staff e dei giocatori, nessuno escluso?
  • come può Hughes fare la verginella come se fosse colpa di tutti tranne che sua?
  • come ha fatto MH a creare in pochi mesi un solco tale con lo spogliatoio?
  • è possibile che i giocatori che lo scorso anno fino ad un certo punto hanno lottato, con Eriksson, siano tutti impazziti o MH ha sbagliato qualcosa nella gestione degli uomini?
  • detto ciò, ci rendiamo conto con che banda di mascalzoni in mutande abbiamo a che fare?
  • possono davvero Wayne Bridge, Roque Santa Cruz, Scott Parker, Kolo Tourè e Craig Bellamy cambiare così radicalmente la situazione?
  • ma non sarà che il giocatore sghignazzante sotto la doccia è proprio quel bastardo del nostro indegno capitano (degno solo per questa banda di impostori)?
Verdetto: via Hughes - prima che sia troppo tardi. Multe a pioggia ai giocatori fino a quando non dimostreranno la professionalità dovuta, almeno quella. Acquisti mirati di giocatori d'esperienza per salvare la stagione perché, lo ripeto, con questo bell'ambientino, noi rischiamo molto seriamente di retrocedere in Championship.

Buona Befana, blue brothers.

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ENOUGH IS ENOUGH

E' incredibile la situazione nella quale ci troviamo: abbiamo sperato qualche mese fa che la finestra di mercato a gennaio sarebbe servita a rinforzare la rosa in modo da farci continuare a sperare di entrare nelle big four, di continuare a sfidare i potenti del calcio inglese in un inesorabile avanzamento verso la gloria. Poi nel giro di qualche settimana ci siamo resi conto che eravamo "solo" il club più ricco del mondo ma che la squadra era troppo discontinua per credere davvero di entrare in Champions League e che non riusciva a vincere né le partite contro le grandi squadre (Chelsea, Liverpool) né quelle contro avversarie di medio o basso calibro (Wigan, Boro, Bolton). Poi abbiamo cominciato a preoccuparci un pochino dato che la mancanza di risultati (oltre che di gioco) ci stava lentamente ma inevitabilmente portando nei bassi quartieri della Premiership. Poi il Forest: al di là di qualsiasi ragionevole considerazione sul tempo che serve ad un club mediocre come il nostro per diventare grande, sul tempo necessario al nuovo manager per affermare la sua identità, sul tempo necessario ai nuovi giocatori per cominciare a girare, dobbiamo dire le cose come stanno. Il manager è incapace totalmente di gestire la situazione e come dice Matteo, dovrebbe dimettersi. I giocatori - compresi quelli bravi - sono un branco di schifosi mercenari a cui bisognerebbe sospendere lo stipendio se non per il vergognoso rendimento in campo almeno per l'incredibile comportamento fuori dal campo: un insieme di prime donne, senza palle, senza carattere e soprattutto senza un briciolo di professionalità. Serve tempo per diventare grandi? Va bene ma come può una squadra con Richards, Ireland, Elano, SWP, Robinho, Kompany essere in lotta per non retrocedere, essere fuori dalla Coppa di Lega per mano del Brighton senza contare l'umiliazione casalinga contro un Forest ventunesimo in Championship? Hughes dice che gli serve tempo per trasformare il City ma potrebbe intanto condurre decentemente la squadra? Aspettiamo fiduciosi di diventare competitivi ma nel frattempo potrebbero fare in modo di evitarci sofferenze come questa? Non ricordo, a mia memoria, una disfatta come quella contro il Forest. Non la ricordo. E la società? Garry Cook è un bamboccio senza portafoglio e gli arabi evidentemente hanno voglia di buttare i soldi perché continuando di questo passo si retrocede o comunque si perde la dignità. Hughes dovrebbe dimettersi o comunque loro dovrebbero farlo fuori. Certo è incredibile che gli consegnino il libretto degli assegni. Ho aspettato con ansia il mese di gennaio per divertirmi con il mercato. Mi è passata la voglia. Come si dice? Enough is enough.

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F.A 3rd CITY 0-3 FOREST

Vi offendete molto se mi rifiuto di commentare questa vergognosa umiliazione ad opera di un club di seconda serie appena promosso, che tra l'altro sta faticando da matti? Hughes continua a straparlare di difficoltà a cambiare la mentalità sbagliata del club, continua a dire che gli serve tempo per rendere il City competitivo per il vertice ma forse non ha capito che non siamo competitivi nemmeno per il Brighton o il Forest. L'acquisto di Bridge mi lascia completamente indifferente e concordo su tutto il discorso di Foggia 73. Siamo oltre il limite della decenza. Vergogna. Hughes, torna da dove sei venuto.

Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Ball, Elano, Fernandes (Hamann 60), Kompany, Wright-Phillips (Vassell 24), Caicedo (Jo 70), Sturridge. Subs Not Used: Schmeichel, Garrido, Clayton, Berti.
Booked: Dunne.
Nottm Forest: Smith, Morgan, Breckin, Perch (Wilson 17), Chambers, Anderson, McGugan, Cohen, Thornhill, Tyson (Davies 81), Earnshaw (Garner 73). Subs Not Used: Richardson, Byrne, Heath, Reid.
Goals: Tyson 38, Earnshaw 42, Garner 75.
Att: 31,869
Ref: Lee Probert (Wiltshire).

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SAGA DI GENNAIO - 1

Come previsto il City è al centro di un mare di trattative di mercato. La prima notizia riguarda il difensore di fascia sinistra Wayne Bridge del Chelsea: il club di Stamford Bridge ha ufficialmente dato il permesso al calciatore di trattare con il City i termini di un contratto, dopo un previsto accordo raggiunto per il passaggio del nazionale inglese ad Eastlands per £ 12 milioni. Il resoconto del Sun parla di un'offerta di 4 anni a £5.2 milioni annui. Un altro possibile nome è quello di Shay Given, portiere irlandese del Newcastle United, in procinto di lasciare St. James'Park: il suo procuratore ha dichiarato che Given è stanco di stare in una squadra senza ambizioni ed ha sottolineato l'interessamento del City per il suo assistito. Resta da verificare se è una sua speranza o una possibile trattativa concreta. Ecco un link per approfondire la questione. Il Times ha invece riportato la notizia di un'offerta di £ 8 milioni al West Ham per l'acquisto del centrocampista Scott Parker: l'offerta non è molto più alta di quella rifiutata qualche giorno fa dal club del Boleyn Ground ma ascoltando le parole del chief executive degli hammers, Scott Duxbury, la sensazione è che il club di Londra voglia solo alzare il prezzo. Ecco le parole del dirigente: "non dobbiamo aver paura di possibili offerte per i nostri giocatori: è tutta una questione di offerta economica". Parker sarebbe un buon acquisto, naturalmente meno affascinante di Marcos Senna o Esteban Cambiasso ma sinceramente non vedo come giocatori di quel livello possano ora sentirsi attratti dalla possibilità di venire al City, messi come siamo. Dulcis in fundo, l'Independent riporta un'offerta di £18 milioni al Blackburn Rovers per Roque Santa Cruz: pare che l'affare possa concludersi entro la settimana. E'stata riportata anche una possibile contropartita per abbassare il prezzo con il trasferimento di Nedum Onuoha all'Ewood Park. [...continua...]

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