RESERVES

In questa pagina si potrà seguire la stagione della squadra riserve, partita dopo partita. Basterà cliccare nel link accanto a sinistra "Reserves"

PREMIER LEAGUE RESERVES NORTH
SEASON 2008/09

02/09 - Wigan Athletic H 3:2 - Ball, Ramsey, Poole
16/09 - Everton A 0:1
30/09 - Hull City A 4:1 - Poole, Ball, Marshall, Daly
07/10 - Liverpool H 1:0 Sturridge
21/10 - Manchester United H 0-3
03/11 - Liverpool A 2:1 Marshall, Benjani
13/11 - Sunderland A 0:2
18/11 - Bolton H 2:1 Mc Donald, Mc Dermott
24/11 - Blackburn Rovers A 1:0 Weiss
09/12 - Middlesbrough H 3:1 Ball, Marshall, Clayton
20/01 - Wigan Athletic A 1:2 Ball
27/01 - Newcastle Utd H 3:0 Marshall, Daly, Weiss
17/02 - Hull City H 1:2
26/02 - Manchester United A
04/03 - Bury H [Senior Cup]
26/02 - Manchester United H [Senior Cup]
18/03 - Bolton A
24/03 - Blackburn Rovers H
06/04 - Newcastle United A
14/04 - Sunderland H
21/04 - Middlesbrough A
28/04 - Everton H

LETTERA ALLA GAZZETTA

Dopo aver letto che Candido Cannavò ci ha definiti un club di seconda scelta mi sono preso la briga di inviargli la seguente lettera. Non credo ovviamente che sarà pubblicata dall Rosea ma mi va di condividerla con gli amici blues. Eccola.

Egregio Direttor Cannavò,
premetto che nutro nei suoi confronti una sincera stima personale e professionale. Mi permetto però di dissentire completamente da una Sua considerazione pubblicata sulla Gazzetta del 4 settembre a proposito della squadra per la quale faccio il tifo da anni: il Manchester City Football Club, da Lei definito, a mio avviso in modo inopportuno, un club di seconda scelta.
Purtroppo nel mondo del calcio la grandezza di un club ha un solo criterio di definizione: il palmares. Chi vince tanto è un club di prima scelta, chi non vince di seconda, terza etc. Mi rendo conto che la bacheca sia molto importante ma non è l’unico modo di definire l’importanza di una squadra. Il Manchester City rappresenta una delle città più grandi ed importanti d’Inghilterra, ha un palmares comunque di tutto rispetto - 2 titoli, 4 Coppe d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega, 1 Coppa delle Coppe - un pubblico eccezionale che va in massa allo stadio (40.000 spettatori tutte le partite) e che non hai mai mollato nei momenti difficili portando 30.000 supporter di media l’anno della Second Division (equivalente della nostra C1), uno stadio meraviglioso (il City of Manchester Stadium, teatro dell’ultima finale di Coppa Uefa) e migliaia di tifosi sparsi per il mondo. Questo è un club di seconda scelta? Anzi, in un mondo in cui tutto si misura a titoli e coppe, avere un seguito del genere con un palmares meno ricco di tanti altri prova esattamente il contrario. Purtroppo anche i giornalisti concorrono a nutrire questo principio errato per il quale in Europa esistono 8/10 club importanti e basta. A proposito: in questo frangente leggo articoli di grande venatura comica nei quali si grida l’allarme per i ricchi sceicchi arabi che comprando il City rovinano la purezza del calcio inquinando i veri valori dello sport! Incredibile! Mi piacerebbe chiederLe se per caso i club di prima scelta non abbiano beneficiato dell’elargizione di denaro profusa dai propri facoltosi proprietari per portare a casa i trofei. Qual è la differenza tra i proprietari di Real Madrid, Barcelona, Chelsea, Manchester United, Milan, Inter, Juventus, Bayern Monaco e gli arabi del City? Solo una: lo sceicco Mansour è soltanto molto più ricco degli altri!
La lascio con una piccola provocazione: se, come mi auguro, il City vincerà i trofei che noi tifosi meritiamo nel giro di breve tempo, si ricordi che non diventerà un club di prima scelta in quel momento…lo è sempre stato.
Con sincera ammirazione ed immutata stima

MA QUALE CRISI DI IDENTITA'!!!


Alla luce degli ultimi eventi, a proposito della nostra identità ho letto dal forum mancityfans.net questo topic e mi interessa postarlo qui e commentarlo:

Speriamo di non perderla. Speriamo di rimanere un club familiare, con prezzi giusti, una solida base di tifosi affezionati, nessun turista dalla Cina e dal Brasile. Spero anche che Hughes non prenda giocatori per il gusto di farlo. Certo, potremmo prendere Messi, Gerrard, Fabregas etc. ma non voglio diventare una multinazionale piena di stranieri come il Chelsea. O come i fottuti Harlem Globe Trotters. Voglio giocatori per i quali il City rappresenti qualcosa. Mi piacerebbe ancora prendere il meglio dei giocatori giovani britannici e dare loro l’opportunità di crescere. Al momento abbiamo un grande equilibrio: metà stranieri, metà britannici. Non voglio che acquistiamo giocatori di cui non abbiamo bisogno. Già giocatori come Benjani, Vassell, forse Bojinov, Onuoha sono virtualmente partiti (da gennaio almeno): non sarebbe una tragedia ma sento che stiamo perdendo qualcosa. Il nucleo giovane britannico della squadra deve restare: Hart, Richards, Johnson, Ireland (in realtà è irlandese ndr), SWP, Sturridge, Evans sono fondamentali per noi. Speriamo di continuare così. Chris

Leggendo in questi giorni praticamente qualsiasi riga venga scritta nel mondo sul nostro City, mi sono imbattuto anche e soprattutto nei forum di tifosi. L’opinione di noi tifosi mi interessa infinitamente di più di quella di giornalisti spesso invidiosi ed acidi (sull’argomento torneremo….). Questo messaggio rappresenta una parte di supporter un po’ storditi dall’arrivo degli sceicchi e che temono una perdita di identità del club, quasi una perdita di senso mi verrebbe da dire. Facciamo due considerazioni?
Il calcio “vecchia maniera”, il vecchio football non esiste più da tempo. Morto e sepolto. Il calcio con presidenti locali, con le maglie di lana numerate dall’1 all’11, con calciatori bandiera, con i tifosi allo stadio e solo allo stadio, il calcio senza TV, senza internet, senza you tube, senza niente, con le pubblicità degli artigiani sui pannelli dello stadio, tanto criticate da Garry Cook, non c’è più. Tutti d’accordo vero? Al di là dei gusti, è così per tutti se è vero che anche il tanto decantato Athletic Bilbao, ultimo baluardo di un calcio d’altri tempi, ha ceduto mettendo per due miseri milioni di euro annui lo sponsor sulla maglia! Ovviamente io preferivo il calcio anni 70/80 come molti di noi ma non è questo il punto. Le cose sono cambiate.
Che vogliamo fare? Abbiamo due possibilità: non seguire più il calcio oppure continuare a farlo. Non seguire più il City oppure continuare a farlo. Inutile dire quale sia la scelta di chi scrive ma anche di chi legge queste righe. Allora parliamone di questa sacra identità! Per me la nostra identità è rappresentata dal nostro fortissimo radicamento nella città di Manchester, dal nostro orgoglio di rappresentarla in giro per il mondo, dal nostro pubblico – fedele, testardo, cocciuto, inimitabile – dalla conoscenza delle nostre origini, dalla conoscenza della nostra storia, da Maine Road, da Blue Moon, dalla Moss Side, dai nostri idoli e dunque da Billy Meredith e Shaun Goater, da Roy Paul e Colin Bell, da Paul Dickov e Bert Trautmann, da Mike Doyle e Niall Quinn, da Joe Mercer e Malcolm Allison e quanti potrei ancora nominarne! Noi siamo Manchester, che piaccia o meno ai giornalisti di Sky. Lo United è un club pieno di trofei in bacheca ma davvero in città l’amore è pressoché a senso unico. Questo è. Potrà piacere o meno, potrà interessare o meno ma è così. Dice: ma ora i nuovi proprietari vogliono portare solo stranieri e pensare solo alla pubblicità ed al guadagno. Ma perché…i vecchi patron dell’era più recente come Francis Lee, David Bernstein e John Wardle erano così diversi, al di là dei risultati più o meno convincenti? Volevano forse rimetterci denaro per il gusto di farlo? Certo, portavano meno stranieri perché il calcio era diverso ma comunque sempre di più sono arrivati strangers, o no? Che differenza c’è tra acquistare Mikhail Kavelashvili o portare a casa Robinho? Tra prendere Kakhaber Tskhadadze o Martin Petrov? La differenza è che i primi sono dei mediocri mentre i secondi sono fenomenali! Ecco la differenza. Poi forse questi presidenti amavano il club più del Dr. Sulaiman Al-Fahim ma ahimé ciò non ha prodotto molto di buono. Dice: sì, ma ora arrivano i giapponesi allo stadio con le macchine fotografiche. E cinque anni fa non era così? Ora che la Premier League è un global brand è inevitabile. Dice: Sì, ma così si distrugge la Academy. Non sono d’accordo affatto: se un giocatore è bravo come Richards sarà titolare anche con gli sceicchi altrimenti lo presteremo in giro in attesa che diventi bravo ed alzi il livello qualitativo della nostra squadra! Sceglieremo i giocatori più funzionali al progetto che è quello – finalmente – di vincere.
Temo che il vero problema sia un altro: forse ci sono generazioni di citizens che considerano la sofferenza e la sconfitta come parti integranti della nostra identità? Ho paura che sia davvero così ed io mi ribello completamente! Abbiamo avuto problemi di tutti i generi negli ultimi fottuti 30 anni ma non è detto che dobbiamo prenderla in quel posto a vita, guardando gli altri gioire! Io voglio che il City vinca, altrimenti cosa tifo a fare?!?!?!? Ci siamo sempre stati e sempre ci saremo, indipendentemente dai risultati. Ma se vinciamo è meglio! Dopo anni di tragicomiche stagioni! Basta! Ora cambiamo la storia!!! Ce lo meritiamo!!! Tanto se poi dovesse capitare di fallire, non c’è problema: ci faremo inserire nella Blue Square Football Conference ed andremo a spulciare le cartine geografiche per sapere dove diavolo stia il Plainmoor, stadio del Torquay United, dove perderemo la prima di campionato senza dare un tiro in porta…..CITY TIL I DIE!

PERFECT 10


Ed ecco le prime parole del nuovo idolo Robinho al sito ufficiale mcfc.co.uk rilasciate dopo l'incontro con Sparky al City of Manchester Stadium: "Il City è un grande club, ha già una bella squadra ed i piani futuri mi hanno convinto che venire qui sia la scelta giusta per la mia carriera". Dopo aver appreso che centinaia di supporters sono usciti dal Citystore con la maglietta n°10, ha aggiunto: "Sono felicissimo e spero di segnare tanti gol per loro. Giocherò al fianco di Jo ed Elano, giocatori bravissimi che conosco bene. Ho parlato anche con il manager, so che è stato un attaccante fenomenale ed insieme a lui voglio vincere la Premier League. Sono qui per questo!".
BENVENUTO, ROBINHO!

ROCK'N'ROLL STAR


Non riesco a smettere di ridere. Ci provo da qualche ora ma senza successo. Avremo modo di discutere le scelte tecniche, le tattiche, i moduli di gioco e le speranze di raggiungere già questa stagione un benedetto posto in Champions' League. Ma ora non è il momento. Ora è il momento di gustare le conseguenze e l'impatto mediatico dell'arrivo degli Emirati Arabi sulla sponda blue di Manchester. Per anni siamo stati considerati la seconda squadra di Manchester. Per anni abbiamo dovuto specificare che eravamo tifosi del Manchester City. Che non ci piaceva sentire il nome Manchester in riferimento allo United. Abbiamo sofferto le pene dell'inferno. Siamo retrocessi nel 1995/96 per differenza reti all'ultima giornata con il manager di allora, Alan Ball, che negli ultimi minuti della gara casalinga contro il Liverpool, sul 2-2, pregava i suoi giocatori di far girare la palla perché sarebbe bastato un pareggio per restare su mentre invece avevamo assoluto bisogno di un altra rete per salvare la pelle. Abbiamo visto il cosiddetto terzo gradino del calcio inglese. Abbiamo amato questo leggendario club sopportando sconfitte memorabili contro il Mansfield Town in un'oscura serata di AutoWindscreen Shield davanti a tremila anime al Maine Road ed un'altra meravigliosa sconfitta nella bellissima cittadina di York, favolosa per le gite ma un po' meno per giocare - e perdere - una partita di calcio. Certo, negli ultimi anni siamo stati relativamente ben abituati: in Premier League da qualche stagione ma sempre all'ombra dei cugini e di mille altre squadre con la metà delle nostre potenzialità. Di pubblico. Di storia. Di fascino. 14 mesi fa il destino è sembrato voltarsi verso di noi con l'arrivo del magnate thailandese Dr. Thaksin Shinawatra che ha promesso mari e monti ma che nel giro di un annetto ha dovuto vendere il club perché inguaiato fino al collo con la giustizia di casa sua. E a chi vende?

Vende ad una vera e propria rockstar! Avete visto le foto? Il Dottor Sulaiman Al-Fahim è un quotatissimo uomo d'affari degli Emirati Arabi Uniti, leader della compagnia immobiliare Hydra Properties ed ha condotto in due settimane la trattativa per acquisire il nostro amato City. Pare che dietro di lui ci sia addirittura la Famiglia Reale degli Emirati Arabi Uniti, la famiglia Al Nahyan, con un patrimonio che si aggira intorno ai 14 bilioni di pounds grazie alla proprietà di fondamentali risorse come il petrolio ed il gas. Conosciuto come il Donald Trump del Golfo (!!!) il nostro nuovo proprietario possiede una fortuna personale di "dieci volte" superiore a quella del russo del Chelsea Roman Abramovic. Come finanziatori di appoggio vengono annoverati dalle cronache alcuni sceicchi tra i quali Mansour bin Zayed Al-Nahyan, cognato del Presidente degli EAU. Tutti innamorati del City! [Ovvio che il loro interesse è commerciale ma a me piace pensarla così...]. Nonostante le trattative per l'acquisizione del club siano in corso attraverso la due diligence il nuovo Dottor Al-Fahim non risparmia dichiarazioni alla stampa come le seguenti:



"Cristiano Ronaldo ha detto che vuole giocare nel club più importante del mondo. A gennaio vedremo se dice sul serio perché offriremo subito £134 milioni per portarlo da noi"



"Vogliamo Fernando Torres e Cesc Fabregas e tutti gli altri migliori giocatori del mondo perché vogliamo vincere tutto ed in pochi anni. I soldi li abbiamo, non sono un problema per noi"



"Diventeremo in breve tempo più importanti del Real Madrid e del Manchester United: il nostro club ha una base di tifosi, una storia, un prestigio incredibili. Ora finalmente ha un grandioso futuro davanti a sé".



Come si fa a non ridere di gusto? Sono già usciti articoli di invidiosi che chiedono di bloccare la vendita dei club inglesi agli stranieri. Certo, come se fossimo i primi. Il fatto è che una proprietà del genere sposta parecchio i rapporti di forza e questo non piace molto al cosiddetto sistema. Chiudo con una nota: parliamo del City, no? Mica possiamo escludere che durante la due diligence non emerga qualche intoppo che blocchi l'acquisizione del club! Ma intanto ci siamo veramente, veramente divertiti...

RO-BI-NHO!!!


Al termine di una delle giornate più divertenti e memorabili che io ricordi, la nuova proprietà del City, la società araba A.D.U.G hao ufficializzato l'acquisto di Robinho dal Real Madrid per la cifra record di £ 32 milioni! Il colpo è sensazionale, quasi non riesco a crederci. Robinho è del City! Ieri mattina ci eravamo svegliati con l'addio di Corluka ma con la sensazione di aver comunque allestito una rosa valida con la chicca del ritorno di SWP. Nel giro di qualche ora siamo passati di mano, Frank ha venduto alla società araba e nel giro di un niente il Dr. Sulaiman Al-Fahim ha cominciato ad offrire barche di quattrini a chiunque per comprare giocatori come Dimitar Berbatov, David Villa, Mario Gomez e proprio Robinho. Che risate! Pareva un uragano! Alla fine non siamo riusciti a portare ad Eastlands il bulgaro del Tottenham, che già aveva un accordo da mesi con Mastrociliegia Ferguson ma almeno abbiamo fatto salire il prezzo per lo United con la chicca di Red Face che corre al Manchester Airport per paura di vedersi sfilare sotto il naso rosso il bulgaro. Certo, si diceva, sarà difficilissimo acquistare a poche ore dalla deadline del mercato....niente paura, il nuovo Abramovic (così si è definito il Dr. Al-Fahim....) ha spiattellato sotto gli occhi di Calderon poco più di 30 milioni di sterline portando a Manchester uno dei talenti più luminosi del calcio mondiale. Tutto, come detto, in poche ore!
Una nuova alba sta nascendo a Manchester.....
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IL CITY AGLI ARABI!!!!


Credevo di poter tirare un po' il fiato da stasera. Credevo che data la fine del mercato e la pausa di Premier League per gli impegni delle nazionali ci saremmo potuti prendere un po' di ferie dagli aggiornamenti sul nostro amato City. Credevo. Stamattina Vedran Corluka è stato inevitabilmente ceduto agli Spurs per £8.5. Inevitabilmente perché dopo l'acquisto di Pablo Zabaleta sarebbe stato molto difficile trattenere il croato ad Eastlands. Chiaro che Sparky non era entusiasta del giocatore. Ma questo è nulla in confronto alle notizie di qualche ora dopo. Ringrazio Blue per aver cominciato gli aggiornamenti a proposito dell'incredibile, fulmineo cambio di proprietà del club: la società ADUG (Abu Dhabi United Group for investment and development) ha comunicato di aver acquistato il Manchester City Football Club da Thaksin Shinawatra! Dr. Sulaiman Al-Fahim e Frank hanno a quanto pare già firmato il contratto di trasferimento stabilendo che il Thai rimarrà Presidente Onorario senza incarichi di gestione e che la nuova società pagherà eventuali debiti pendenti per fare del City il club più importante d'Inghilterra e non solo. Pare che questa società detenga il 10% delle risorse mondiali di petrolio. Notizie ufficiali parlano ora di un momento di due diligence e cioé di uno studio di approfondimento su aspetti prettamente di carattere contabile, fiscale, finanziaria, legale. Se non dovessero esserci irregolarità il City sarà in mano alla ADUG. A soli 14 mesi dall'arrivo Thaksin lascia la gestione del club. Forse. Nel momento in cui scrivo pare che la formale offerta del City al Tottenham Hotspur per l'acquisto addirittura di Dimitar Berbatov, di ben £28 milioni, sia stata accettata dal club del North London. Chissà se riusciremo davvero a prendere il fenomenale attaccante bulgaro. Come si dice in questi casi, more to follow. Vado a prendere un po' d'aria!