Mancio su Aguero e Nasri


Sergio Aguero dovrebbe firmare per il City entro i prossimi 10 giorni. Nel versione web del Manchester Evening News di oggi, Stuart Brennan riporta nell'articolo che potete trovare qui, la fiducia di Mancini sull'acquisto dell'attaccante argentino anche se ancora non può dirsi conclusa la trattativa. Il fatto che Mancio si sia sbilanciato in dichiarazioni su "El Kun" però fa capire quanto vicini siamo alla definizione del colpo di mercato.
Mancio ha detto: "Aguero diventerà uno degli attaccanti più forti del mondo. Ha solo 23 anni ed è il suo momento. Può giocare con Carlos, Dzeko o Balotelli. Può giocare prima o seconda punta. Ha una grande tecnica ed un innato fiuto per il gol. Dopo anni d'esperienza nell'Atletico Madrid ora è pronto per la Premier League".
Brennan ricorda nel suo articolo che Mancini ha tracciato una strada ben precisa per le sessioni di mercato dei blues: più che puntare su giocatori affermati ed esperti, l'intento è quello di portare a Manchester calciatori giovani, forti e dal grande futuro, in modo da potersi integrare con uomini esperti come Yaya o Clichy. Mancio crede che Savic, David Silva, AJ ed anche Balotelli potranno formare la spina dorsale di una squadra che proverà a vincere tutto nelle prossime stagioni. 

Dopo El Kun, il City tornerà a volgere la propria attenzione su Samir Nasri. La trattativa appare difficile a causa dell'ostruzionismo del Sacerdotino Gallo e questo ritardo sta frustrando Mancini che sperava di avere i nuovi acquisti durante il ritiro. Mancio: "Sono dispiaciuto per questa situazione perché per noi sarebbe stato molto importante partire per il ritiro con la squadra già fatta. Lo United ha preso tre giocatori e sono tutti aggregati al gruppo. In futuro bisognerà muoversi più tempestivamente. Questo è l'unico momento della stagione in cui si può lavorare con la squadra per tre o quattro settimane di fila. Spero in ogni modo che i giocatori che vogliamo arrivino".

Mancio ha anche espresso la speranza che il suo possa diventare nel futuro prossimo un effettivo incarico da manager, non condividendo tutte le scelte con Garry Cook e Brian Marwood: "Preferisco il sistema inglese a quello italiano. Alla fine è il manager a rendere conto dei risultati e sarebbe giusto che fosse lui a prendere le decisioni - anche economiche - in sede di mercato".

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