Esame di maturità
I nostri ragazzi ottengono tre punti preziosi oggi contro un Everton decisamente rinunciatario. E' stata una partita molto difficile. Gli uomini di Moyes si presentano a Manchester con il chiaro obiettivo di non prenderle, per cui in sostanza si gioca ad attacco e difesa per quasi tutto il match. Il City però è cresciuto, è più consapevole dei suoi mezzi, per cui non accelera più di tanto, ordisce trame, propone azioni a volte non molto ordinate, gestisce il pallone alla ricerca di quel varco che permetta di sbloccare il risultato.
E se il varco tarda ad arrivare, se gli uomini in campo faticano ad inventare il passaggio giusto, ecco che il Mancio tira fuori il coniglio dal cilindro, che più che un cilindro è una panchina mostruosa dove trovano da sedere personaggi come Tevez e Balotelli.
E il coniglio è proprio quest'ultimo: 5 minuti in campo, 2 palloni giocati, 1 gol che risolve una partita complicata e ben avviata sullo 0-0. Ma maturità significa anche questo, significa saper aspettare, imparare a giocare la partita anche quando l'avversario non la vuole giocare, avere una sola vera occasione in 90 minuti e sfruttarla o anche non averne nessuna e inventarla di sana pianta. Obiettivo: 3 punti.
L'Everton ha retto molto bene fino al gol, secondo me ha una rosa interessante in cui spiccano mediani di corsa e sostanza come Fellaini (non era male da affiancare a Tourè), ma l'impostazione dell'allenatore è stata davvero troppo rinunciataria. Credo abbiano perso un'occasione, perchè anche stavolta, nelle pochissime occasioni in cui gli avversari si sono presentati dalle parti della nostra area, nè Kompany, nè Lescott hanno dimostrato la calma necessaria. In questo momento va così.
Da parte nostra, da segnalare la solita, mostruosa prestazione di Yaya Tourè. Sondaggio in proposito: Barry secondo voi è scarso ma sembra discreto perchè gioca a fianco di un fenomeno come Tourè o è forte ma sembra scarso perchè gioca a fianco di un fenomeno come Tourè?
E infine c'è lui: la giocata. La magia che accende il pomeriggio. Quel colpo che se sei andato a prenderti la sesta lattina di birra e te lo sei perso senti gli amici dal divano che gridano "noooooooooo, cos'ha fatto!?!". Pressa il portatore di palla, lo costringe all'errore, recupera il pallone sulla trequarti avversaria, si guarda intorno e si accorge che non ha compagni da servire, ragiona, aspetta, ha 3 avversari addosso. Si gira, lascia che il suo piede faccia quello che deve fare. Perchè non si tratta di calcolo, si tratta d'istinto. E non la sto a raccontare, perchè va vista: Youtube esiste per riguardare le giocate di David Silva.

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